Dalla Russia un doloroso sguardo all'Europa, a tratti eccessivo ma anche terribilmente realistico

Dmitry Orlov (LewRockwell.com, 30 giugno 2018 - link all'originale)

ong open armsIn tutto il mondo, pochi sono in grado di raccapezzarsi riguardo alla reazione europea alla crisi dei migranti. Da parte dei migranti, vediamo ferventi dimostrazioni di barbarismo, fanatismo e aggressione; da parte degli europei, vediamo un timore degradante di apparire... intolleranti. In una situazione fuori controllo in cui ci aspetteremmo che la gente si organizzasse, protestasse, mettesse blocchi stradali e votasse in massa per partiti nazionalisti, siamo invece soggetti al ridicolo spettacolo di docili ed effeminati europei vestiti in abiti unisex con cartelli "No al terrorismo!" sui marciapiedi. In tutto il mondo i più ci vedono una esibizione pantofolaia di nullità antropologica. "L'Europa è morta?", si chiedono a voce alta.

Se pensate che questa impressione sia politicamente scorretta o non diplomatica, o in qualche modo marginale invece che mainstream, il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov, uno statista di lungo corso e primo tra i diplomatici, ha detto apertamente che l'Unione Europea sta "suicidandosi" lasciando entrare le orde invadenti da Medio Oriente e Nord Africa.

Abbiamo un flusso di gente che arriva, in maggioranza giovani maschi adulti che cercano di scansare il servizio militare in patria,  relativamente pochi di loro qualificati per chiedere asilo.  Gran parte di loro non sono qualificati per alcun tipo di lavoro all'interno della UE a causa di analfabetismo, mancanza di istruzione e di etica di lavoro. Molti di loro non sarebbero istruibili in ogni caso, poiché provengono da popolazioni che si riproducono più in ragione di forza fisica e tolleranza alle malattie piuttosto che intelligenza. [N.d.T.: quest'ultima frase richiede forse una presa di distanza, d'altra parte in tutto questo articolo non sono certo gli europei a spiccare per intelligenza!]

Diversi di loro sono radicali islamici che si considerano effettivi colonizzatori; molti di più non hanno remore a rapinare europei e stuprare donne europee. Alcune migliaia sono veri terroristi inviati lì ad aspettare ordini. Per gran parte di loro, andare a finire nella UE e vivere a scrocco là è parte di una eccellente avventura -- molto più entusiasmante rispetto a pascolare bestiame o coltivare miglio nel paese natale.

Le ONG europee forniscono loro zattere gonfiabili e giubbotti di salvataggio e li lasciano alla deriva al largo delle acque libiche. Le navi delle ONG europee quindi vanno a raccoglierli e li trasportano verso porti in Italia, Grecia o Spagna. Poi vengono assistiti e mantenuti gratis, per mesi e mesi, mentre altre tipologie di ONG li aiutano con i documenti e intasano i tribunali con azioni legali fatte a loro nome.

Sono sicuro che alcuni europei potrebbero considerarmi poco cortese per questa sintesi così poco lusinghiera della situazione. Però c'è uno standard molto più alto della mera gentilezza su cui misurarla: è veritiera? La verità è spesso crudele e dolorosa, e tuttavia senza la verità - tramite la quale comprendere le vere conseguenze delle nostre azioni --  non siamo altro che agnelli al macello.

Il rifiuto di affrontare la verità, nascondendosi dietro a un velo ipocrita e consunto di "gentilezza", è mera codardia. E davvero la codardia è spesso in mostra in Europa, nascosta dietro un altro velo consunto -- di "sicurezza". Quando l'ISIS ha fatto esplodere bombe all'aeroporto a Bruxelles [N.d.T.: forse... o forse la verità è anche peggio], il re del Belgio Philippe e la sua sposa reale sono stati fatti evacuare rapidamente. In tempi medievali un comportamento così codardo sarebbe costato al monarca la sua corona, forse insieme alla sua testa. Però oggi è accettabile per una nazione codarda avere un re codardo.

È piuttosto difficile capire le motivazioni dietro ad una simile codardia imposta. Perché le élite europee sono così insistenti nel far mandar giù la "tolleranza" ai propri cittadini e nel sostituirli con barbari di importazione?  Che cosa è successo allo spirito degli imperi assetati di sangue che hanno fatto dissanguare l'intero pianeta per secoli, accumulando innumerevoli tesori?

Quello che io credo sia avvenuto è che gli europei sono diventati troppo benestanti. Sì, hanno avuto esperienza di privazioni durante le due guerre mondiali, ma è stato niente a confronto a quello che hanno passato molte delle altre nazioni, specialmente la Russia e la Cina. Quando la vita è una lotta, l'esperienza è vivida, le gioie semplici sono profondamente sentite, le scelte intelligenti sono cruciali per la sopravvivenza e gli atti di eroismo sono sia necessari sia tenuti in alta considerazione. Quando la vita è confortevole, la gente diventa sazia e difficile da soddisfare, i gusti diventano decadenti ed effeminati, le questioni di sicurezza sono affidate agli specialisti e gli atti spontanei di eroismo e coraggio individuale finiscono con l'essere trattati come sintomi di disadattamento sociale.

Una volta raggiunte abbastanza sicurezza e agiatezza, queste diventano obiettivi in se stesse e gli standard con i quali tutte le cose sono misurate. Coloro che sono meno sicuri e meno agiati sono percepiti come gente di minor successo e distinzione, e diventano meno popolari, in una gara al rialzo senza fine.  A loro volta, quelli ancora non sedotti da sicurezza e agiatezza, e disposti a lottare per principi più alti rispetto a mera tolleranza e gentilezza, diventano incomprensibili; dopo tutto, che altro c'è se non sicurezza e agiatezza? Però è solo una montatura per il prossimo passo in giù, perché la sicurezza e l'agiatezza non possono funzionare come assoluti.

La sicurezza non può essere garantita ovunque e sempre: gli incidenti avvengono. Si può venir presi a pugni in faccia da un ubriaco bellicoso, essere molestati da un migrante arrapato, morire in un attacco terroristico perché Allah Akbar, o, più probabilmente, rompersi il collo cadendo dalla bicicletta. Dal momento che non si è più responsabili per la propria sicurezza -- ora è il compito di professionisti pagati per questo -- non si può biasimare se stessi. Si può, naturalmente, biasimare i professionisti pagati, ma loro, capite, fanno del loro meglio... L'unica scelta è reclamare di essere una vittima. Il vittimismo diventa un bene di valore e una medaglia onorifica. Estrema attenzione e cura dispensate ad ogni varietà di vittime, incoraggiate ad organizzarsi e negoziare collettivamente, aiuta ad rassicurare gli altri che la loro totale sicurezza è molto importante. Si può essere una vittima, ma non si può essere vittima della propria stupidità.

Parlando di stupidità, comprendere di essere stupidi non è confortevole, tuttavia tutti -- persino gli stupidi -- devono sempre rimanere nel comfort. Dato che esattamente metà della gente è di intelligenza sotto la media [N.d.T.: sorvoliamo sull'imprecisione statistica], è piuttosto complicato da realizzare. Reclamare che metà della popolazione è vittima di stupidità non risolve esattamente il problema: una tale sovrabbondanza di vittime svuota la promessa di comfort universale. Né si può risolvere il problema imponendo un sistema di meritocrazia universale basato sui diritti individuali: gli intelligenti faranno meglio dei non intelligenti, causando a questi ultimi notevole disagio.

La soluzione è fare un passo indietro rispetto al principio di meritocrazia. Invece di garantire uguali diritti individuali e opportunità basate su capacità e riuscita, si opera per l'uguaglianza di risultato: tutti ricevono un premio di partecipazione e un po' di denaro solo per essere obbedienti ed educati, con la dimensione del premio e la somma di denaro attentamente calibrate sul livello di vittimismo. Tutto ciò oggi è talvolta indicato con la parola, stranamente ridefinita, di "equità". Dal momento che è difficile organizzare la distribuzione di "equità" a livello individuale, la gente viene suddivisa in una miriade di gruppi, ognuno dei quali viene pesato verso il resto. Se siete una lesbica nera disabile, spuntate tre caselle di vittimismo in una volta sola e vi viene dato lo stesso premio di un maschio eterosessuale bianco non disabile. Stranamente oggi ci si riferisce a tutto questo come giustizia "sociale" -- come se ci fosse mai stata giustizia di qualche altro tipo.

Questo nuovo tipo di persona, che è sorto prima in Europa e poi si è diffuso in tutto l'Occidente e oltre, ha l'apparenza di una forma degenerata di umanità: privo di grande passione e nobili obiettivi, senza una chiara fedeltà o preferenza etnica o sociale, fissato su comfort e sicurezza e carente sia in mascolinità che in femminilità; una sorta di eunuco imprigionato in un campo di concentramento LGBTQ a quattro stelle. Possono sembrare grandi lati negativi, ma dall'altro lato questo tipo di persona è perlopiù innocuo. Mezzo miliardo di persone ora abitano, senza posare grande pericolo gli uni verso gli altri, una penisola tendenzialmente piccola protesa all'infuori nell'Eurasia occidentale, fino a tempi recenti teatro di interminabile conflitto armato. Non distruggono manufatti materiali o culturali bensì cercano di accumularli, investendo in comfort e consumo. Quello, molta gente sarebbe d'accordo, è progresso.

L'ultima grande sfida a questo modo di essere è stato presentato dall'integrazione dell'Europa orientale, dove le passioni nazionali ancora sono forti. Tuttavia il problema è stato facilmente risolto trovando un capro espiatorio -- la Serbia -- che è stata infamata per la sua mancanza di multiculturalismo e tolleranza, ed è stata bombardata fino alla sottomissione. Questo ha spaventato tutti gli altri in Europa orientale convincendoli all'inazione, per il momento. Ora, però, la migrazione di massa ha presentato un problema in scala completamente differente, causando la ribellione in Polonia, Ungheria e ora Italia contro la carica aliena.

I nuovi arrivati provengono prevalentemente da culture che sono l'opposto di tolleranti e gentili. Sono principalmente caratterizzate da crudeltà, passione, fedeltà al clan e fanatismo religioso e politico. Essi vogliono vivere qui e ora, ricavano piacere dal lato più bestiale della natura umana, e vedono l'Europa come una cassa del tesoro da saccheggiare. Le loro culture riecheggiano una fase precedente della storia europea, quando folle enormi si radunavano nelle piazze per vedere gente che veniva torturata, squartata o bruciata viva.

Gli europei hanno vinto la loro stessa natura medievale, ma poi l'hanno reimportata. Il nuovo, demascolinizzato Uomo Europeo Occidentale non è in grado di respingerla; né possono farlo i loro governi, i cui leader sono forzati ad attenersi agli stessi codici culturali di tolleranza, correttezza politica e gentilezza obbligata. Ma l'Uomo Europeo Orientale, solo temporaneamente intimorito ad agire tollerante e demascolinizzato, non sopporterà niente di tutto questo ancora per molto. La sua natura medievale è ancora decisamente vicina alla superficie, mentre i suoi vicini occidentali hanno messo la loro nei musei e in varie altre trappole per turisti. Si intravvede già: c'è stato un recente summit UE sull'immigrazione, a cui gli europei dell'est non si sono neanche preoccupati di farsi vedere.

Guardando la situazione da ancora più a est, dalla Russia europea e dal resto del territorio eurasiatico, c'è un percepibile senso di tristezza nel vedere l'Europa morire.  Un grande pezzo della storia umana sta per essere calpestato e spogliato. Avendo passato gli ultimi decenni a far risorgere la Cristianità Orientale dopo i danni causati dai barbari bolscevichi, essi osservano sgomenti mentre le reliquie e le rovine della Cristianità Occidentale stanno per essere sommerse da una nuova ondata barbarica. Gli abitanti dell'Europa Occidentale possono non contare più granché, però tuttora sono di valore come curatori di musei e guide turistiche.

Che l'Europa si stesse trasformando in un museo era evidente a Dostoevsky 150 anni fa, quando scrisse questo (parlando attraverso il personaggio di Versilov):

“Per un russo l'Europa è altrettanto preziosa della Russia; ogni pietra in Europa è cara e affascinante. L'Europa è altrettanto patria di quanto sia la Russia... Oh, quanto sono preziose per i russi queste vecchie pietre straniere, questi miracoli di un vecchio, divino mondo, questi frammenti di sacri miracoli; sono più preziose per noi che per gli europei stessi!"

E poi ancora, questa volta parlando come Ivan Karamazov, con ancora maggior passione:

“… Voglio andare in viaggio in Europa, e lo farò. Ovviamente, so che sarà solo una visita ad un cimitero. E allora? I corpi che giacciono in quelle tombe sono preziosi; ogni lapide racconta la storia di una grande vita, di fede appassionata nell'eroismo, nella propria verità, nella propria battaglia. So già che cadrò al suolo e bacerò quelle pietre, e piangerò su di esse -- sebbene convinto con tutto il mio cuore che tutto questo si è trasformato in un cimitero molto tempo fa, e non è nulla di più."

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Nota -- MM

Altri articoli su questo tema, del 2016 ma sempre attuali (anche questi di fonte russa, pur se di un autore inglese -- non si potrà dire che la Russia non ci avesse avvertito!):

George Soros: il re degli psicopatici

Invasione dell\'Europa: la nave sta affondando

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