Ognuno di noi porta sulle spalle una parte della società; nessuno è sollevato dalla sua fetta di responsabilità da altri. E nessuno può trovare una via di uscita sicura per se stesso se la società sta scivolando verso la distruzione. Perciò ognuno, nel suo stesso interesse, deve buttarsi vigorosamente nella battaglia intellettuale.
---- Ludwig von Mises (da "Socialism")
 

Il tema centrale di questo sito è già in gran parte racchiuso nel primo articolo, Uno squarcio nel velo, e poi ripreso in varie sfaccettature negli altri (soprattutto traduzioni da siti libertari). Nell'articolo ho fatto riferimento a precisi eventi storici, avvenuti a settembre 2013, particolarmente adatti a mettere in evidenza quello che è mio obiettivo dire, ma infinite altre situazioni a cui assistiamo quotidianamente potrebbero illustrare gli stessi principi altrettanto bene.

Il tema si compone di due prospettive che si compenetrano tra loro: una generale, di natura storica, l'altra di natura individuale.
La prospettiva storica consiste nel mettere in luce i molti versi per cui la nostra società occidentale è in uno stato davvero pericolante. Tutti i valori su cui è stata costruita la civiltà più formidabile su questo pianeta appaiono accantonati e denigrati. I leader compiono azioni raccapriccianti in totale disprezzo per l'interesse delle popolazioni, per la libertà e la vita umana. Le menzogne più indegne sono all'ordine del giorno. La propaganda ingannevole è onnipresente. Credo che in grande maggioranza i cittadini dell'occidente proverebbero ribrezzo se capissero a fondo quello che dicono e fanno i loro leader. E non solo i leader politici: cultura e scienza non sono da meno.

Nel presentare fatti di attualità, quello che appare su questo sito non è molto diverso da quanto si può trovare su molti siti di informazione alternativa. Per alcuni versi le stesse informazioni compaiono anche su siti quasi di mainstream.

E' la prospettiva individuale ad essere un po' diversa da quella proposta anche dai siti di informazione alternativa. Per prospettiva individuale intendo le conclusioni per l'individuo che dovrebbe suggerire l'analisi attenta di quanto succede intorno a lui. Qui so già che quello che voglio dire non può che essere impopolare.

Per essere "popolari" o anche solo apprezzati, ci sono grosso modo due strade. Una è, naturalmente, proporre cose che gli altri trovano utili o piacevoli; e fin qui va benissimo. L'altra è  meno benigna: consiste sostanzialmente nel "dar la colpa agli altri", prendere di mira individui o gruppi a cui addossare le nefandezze che accadono nel mondo. Uno come Grillo, ad esempio, fa esattamente questo, ed è popolarissimo. Ma ovunque la gente è pronta a trovare colpevoli cn cui prendersela: i politici, ad esempio, per chi ha una visione superficiale; poi i poteri forti, i banchieri internazionali, gli Illuminati, società segrete varie, il Bilderberg, il complotto giudaico-massonico, e chi più ne ha ne metta. Non che queste cose non esistano, e che non sia giusto indagarle e esporle, però  le ragioni della loro esistenza e i loro poteri sono, secondo me, spesso fraintesi.

Questo sito intende mettere in evidenza l'importanza del senso di responsabilità personale.  Nel raccontare quanto è assurdo e malvagio ciò che ci viene costantemente raccontato, l'obiettivo non è puntare il dito verso le colpe di questo e quest'altro, anzi, l'intento è mostrare che spesso gli individui di maggior potere nel nostro mondo occidentale sono definibili come veri e propri mentecatti, verso cui la compassione sarebbe probabilmente l'atteggiamento più adeguato. Piuttosto, l'obiettivo è mostrare che non è realmente difficile rendersi conto di questo stato di cose, basta prestare un po' di attenzione, e smettere di credere pedissequamente alle grancasse di chi vuole tenerci all'oscuro; in breve, basta mettere in moto le nostre facoltà di discernimento. L'apatia degli uomini, il loro senso di impotenza, la paura (insensata) di perdere quello che si ha, il livore che proviene dall'inconsapevole ma inevitabile senso di colpa che ne deriva, tutto questo è ciò che alimenta quel sistema auto-distruttivo.

I molti che probabilmente sarebbero pronti a replicare "Ma tanto non ci possiamo fare niente, è sempre stato così, tanto vale adattarsi" in realtà mancano completamente il punto. Non si tratta di "fare qualcosa", non c'è nulla che occorre fare - se non quello che  si ha voglia di fare! Il punto è smettere di fare qualcosa, cioè smettere di fornire consenso a quel sistema, per ignoranza, superficialità, debolezza. Non c'è nulla di male a, per illustrare il principio con un esempio, andare a sciare tutto il giorno, anzi, sarebbe auspicabile che la gente potesse sciare di più, se è quello che vuole. Quello che non va è trascurare di approfondire ciò che si pensa di sapere e poi, come per sbadataggine,  fornire consenso, attivo o passivo che sia, ad un sistema che fa le peggiori cose, ritenendo che "dopotutto il proprio consenso non sia così importante". Quel sistema non sta aspettando altro.

Il messaggio di responsabilità personale è, naturalmente, particolarmente centrale al cattolicesimo. In linea generale tutto quello che appare su questo sito è nell'ottica di una visione cattolica dell'uomo e del senso della sua esistenza (per la precisione, una visione cattolica tradizionalista); va da sé che questa visione è fondamentale e irrinunciabile per tutto il resto. Non si parlerà però molto di cattolicesimo in modo specifico (se non per parlare male delle idee economiche di papa Francesco!),  non ho né le conoscenze né l'attitudine per farlo. Posso al più consigliare di leggere il professor di Mattei, in particolare questo articolo dove si parla di fede e ragione, un tema su cui tipicamente regna molta confusione. Consiglio anche di leggere "Come la Chiesa cattolica ha costruito la civiltà occidentale", di Thomas Woods, disponibile anche in italiano, un libro che fa piazza pulita di molti degli equivoci più comuni sulla Chiesa e la sua storia (questo libro ha molto contribuito alla mia definitiva conversione al cattolicesimo dall'agnosticismo, conversione avvenuta perché, mi piace dire, ho applicato a fondo la mia capacità di fare 2+2 - e ho letto un sacco di articoli scientifici scritti perlopiù da persone atee, a dimostrazione che le vie del Signore sono davvero infinite!).

Si parlerà molto di filosofia libertaria, la teoria politica che, a mio avviso, è in grado di spiegare facilmente molto di quel che succede. Probabilmente molti tra i cattolici e anche tra i libertari troverebbero bizzarro che esistano cattolici tradizionalisti libertari, ma  a me sembra la posizione più coerente che ci sia. Oggi i più noti rappresentanti di questa posizione sono Lew Rockwell e Thomas Woods. Non ci andava lontanto anche uno scrittore che ammiravo già tanto tempo fa e che ha resistito alla grande, al contrario di tanti altri personaggi, al rovesciamento di gran parte di quello che credevo di sapere: Giovanni Guareschi.

Qualche parola anche su Ayn Rand e la sua opera principale, "La rivolta di Atlante" (Atlas Shrugged)), un romanzo caro a tutti i libertari, nonostante l'autrice stessa non amasse essere definita libertaria.

Sono consapevole che i cattolici di solito storcono il naso (per usare un eufemismo) di fronte all'opera della ebrea atea Ayn Rand. Si può ben comprendere: Atlas Shrugged sembra costruito appositamente per ridicolizzare il messaggio cristiano! Però una lettura e una riflessione meno superficiali a mio avviso rendono chiaro che l'opera della Rand ha molto da insegnare anche ai cristiani. In breve, c'è un unico aspetto in cui il messaggio randiano è veramente in contrasto con l'insegnamento cristiano, ed è l'incomprensione di cosa significhi compassione per gli altri. Ma il nuovo, sublime messaggio cristiano di compassione, perdono, amore anche per i nemici (quel messaggio che l'ebrea Rand ovviamente non capiva - se l'avesse capito forse la sua vita sarebbe stata più felice) va oltre ma non cancella la giustizia, non trasforma il male in bene. I cristiani dovrebbero saperlo bene. E nel distinguere bene e male, nell'intuire e descrivere la realtà, nel leggere il cuore degli uomini, Ayn Rand era semplicemente geniale.

Una frase di Ayn Rand pertinente al tema di questo sito:

La gente non ha voglia di pensare. E più le difficoltà aumentano, meno ha voglia di pensare. Ma per qualche sorta di istinto, le persone sanno che dovrebbero pensare e questo le fa sentire colpevoli. E così, con estrema gratitudine seguono chiunque dia loro una giustificazione per non pensare. Chiunque faccia una virtù - una virtù altamente intellettuale - di quello che loro sanno essere il loro peccato, la loro debolezza e la loro colpa.

[Ayn Rand, da Atlas Shrugged]

La responsabilità personale nel cercare la verità, il giudicare le cose in prima persona, sono impopolari perché spaventano il cuore degli uomini. E' molto più facile e confortevole affidarsi al giudizio di qualcun altro. E' doloroso (anzi, la cosa più dolorosa che ci sia) mettere in discussione le proprie idee predilette, quel "rinnegare se stessi" per seguire la verità a cui esorta Cristo. Però è un istinto, una fiammella che arde in ognuno di noi e non è cancellabile. In realtà affrontare quel dolore ("prendere la propria croce") e seguire l'istinto è l'unica strada per la vera felicità.

(giugno 2014)

 

 

Maria Missiroli

(romagnola, abita a Bologna, ingegnere)

 

Update (maggio 2017)

Curiosando su wikipedia, ho trovato alcune frasi veramente notevoli di Giovannino Guareschi (che ne ha certamente scritte innumerevoli altre)  e ho pensato di appuntarle qui, in quanto particolarmente "in tema".

Libertà

Libertà significa coscienza della propria personalità e dei propri doveri: ciò non può piacere al vile che ha il terrore d'assumersi delle responsabilità e di agire in modo consono alla propria responsabilità. Libertà significa lotta, fede, sacrifici, fatica, studio, lavoro illuminato dall'intelligenza e da un fine: ciò non può piacere all'inetto. Libertà significa rispetto di sé, degli altri e delle leggi basilari che regolano il vivere secondo Dio e secondo la civiltà. Ciò non può piacere al vile che desidera soltanto sottrarsi al dominio della sua coscienza personale per adeguarsi alla coscienza collettiva. Amerai il prossimo tuo come te stesso: se questa è la legge, è dovere di ognuno amare se stesso. Non si deve disprezzare il dono meraviglioso che Dio ci ha dato: Egli ci ha dato una personalità e una coscienza alle quali non dovremo rinunciare. Sul letto di morte, ci troveremo soli a rispondere a Dio delle nostre azioni. -  (da Chi sogna nuovi gerani?)

Verità

La verità non si insegna; bisogna scoprirla, conquistarla. Pensare, farsi una coscienza. Non cercare uno che pensi per voi, che vi insegni come dovete essere liberi. Qui si vedono gli effetti: dagli effetti risalire alle cause, individuare il male. Strapparsi dalla massa, dal pensiero collettivo, come una pietra dall'acciottolato, ritrovare in se stessi l'individuo, la coscienza personale. Impostare il problema morale. Domani, appena toccherete col piede la vostra terra troverete uno che vi insegnerà la verità, poi un secondo che vorrà insegnarvela, poi un quarto, un quinto che vorranno tutti insegnarvi la verità in termini diversi, spesso contrastanti. Bisogna prepararsi qui, "liberarsi" qui in prigionia, per non rimanere prigionieri del primo che v'aspetta alla stazione, o del secondo o del terzo. Ma passare ogni parola loro al vaglio della propria coscienza e, dalle individuate falsità d'ognuno, scoprire la verità. - (da Diario clandestino)

La verità spesso è così semplice ed elementare che appare incredibile. - (da Chi sogna nuovi gerani?)

Cosa dovremmo fare?

"Signore, cos'è questo vento di pazzia? Non è forse che il cerchio sta per chiudersi e il mondo corre verso la sua rapida autodistruzione?"
"Don Camillo, perché tanto pessimismo? Allora il mio sacrificio sarebbe stato inutile? La mia missione fra gli uomini sarebbe dunque fallita perché la malvagità degli uomini è più forte della bontà di Dio?"
"No, Signore. Io intendevo soltanto dire che oggi la gente crede soltanto in ciò che vede e tocca. Ma esistono cose essenziali che non si vedono e non si toccano: amore, bontà, pietà, onestà, pudore, speranza. E fede. Cose senza le quali non si può vivere. Questa è l'autodistruzione di cui parlavo. L'uomo, mi pare, sta distruggendo tutto il suo patrimonio spirituale. L'unica vera ricchezza che, in migliaia di secoli, aveva accumulato. Un giorno non lontano si ritroverà esattamente come il bruto delle caverne. Le caverne saranno alti grattacieli pieni di macchine meravigliose, ma lo spirito dell'uomo sarà quello del bruto delle caverne. Signore: la gente paventa le armi terrificanti che disintegrano uomini e cose. Ma io credo che soltanto esse potranno ridare all'uomo la sua ricchezza. Perché distruggeranno tutto e l'uomo, liberato dalla schiavitù dei beni terreni cercherà nuovamente Dio. E lo ritroverà e ricostruirà il patrimonio spirituale che oggi sta finendo di distruggere. Signore, se questo è ciò che accadrà, cosa possiamo fare noi?"
Il Cristo sorrise.
"Ciò che fa il contadino quando il fiume travolge gli argini e invade i campi: bisogna salvare il seme. Quando il fiume sarà rientrato nel suo alveo, la terra riemergerà e il sole l'asciugherà. Se il contadino avrà salvato il seme, potrà gettarlo sulla terra resa ancor più fertile dal limo del fiume, e il seme fruttificherà, e le spighe turgide e dorate daranno agli uomini pane, vita e speranza. Bisogna salvare il seme: la fede. [...]"
(da Don Camillo e i giovani d'oggi)