(20 giugno 2019)

090716 01 moon hoax flag waving big.ngsversion.1515796398868.adapt.1900.1Sabato sera, sotto una bellissima luna piena, ho avuto una discussione con qualcuno appassionatamente convinto che le missioni Apollo siano reali.

Il tema è vasto e certamente non voglio affrontarlo qui per intero. Non so neanche perché sia qualcosa su cui finisco con l'accalorarmi. In realtà non mi interessa granché. Forse mi faccio un po' sopraffare dall'urgenza di dire "svegliati!".

Non tanto per i fatti in se stessi, relativamente di scarsa importanza. Ma se non si riesce a farsi un'idea compiuta su questo pur ponendosi il dubbio, se non si riesce a vedere la bugia in questo caso, c'è poca speranza che si possano affrontare temi ben più importanti.1

Veniamo al punto in questione. Si tratta di "sventolio di bandiere". Sulla luna non c'è atmosfera, quindi non c'è aria che si può muovere e far sventolar bandiere.

Gli scettici hanno notato, tra tanti altri dettagli, un certo movimento della bandiera nel momento in cui Neil Armstrong la tira fuori e la "pianta", visibile nel video; questo movimento sarebbe implausibile sulla luna. La NASA ha fornito una spiegazione (quanto sia plausibile, per me poco, non è il tema che vorrei trattare qui).

Ma ci sono tante celebri foto (a definizione molto maggiore) che mostrano la bandiera ormai posata, non toccata da nessuno, e l'impressione è che "sventoli".

Se lo si fa notare, si viene subissati da una caterva di obiezioni: "C'era un'asta orizzontale", "La bandiera è stropicciata, ma è ferma", "Sulla luna una bandiera stropicciata si sarebbe mostrata proprio così", "Se anche l'allunaggio fosse falso, non sarebbero stati tanto stupidi da mostrare una bandiera che sventola".

Di fronte a queste obiezioni, io rimango a bocca aperta. Vorrei replicare: "non si sta dicendo che la bandiera che è stata fotografata sventolasse in senso fisico. Si sta dicendo che l'immagine che ne risulta è quella di una bandiera che sventola.", come mi sembrerebbe ovvio.

Sembra che molta gente abbia difficoltà a distinguere concettualmente tra il significato di un'immagine e come è fisicamente ottenuta. Sono concetti molto diversi. Al punto che sabato sera mi è stato replicato persino che l'immagine della "bandiera sulla luna" non sembra una bandiera che sventola.

Vorrei ricordare che, quando si parla di allunaggio, si confrontano due possibilità opposte: a) l'allunaggio è vero e le immagini riprendono quando veramente accaduto sulla luna; b) l'allunaggio non è mai avvenuto, i filmati e le foto sono stati fatti su un set sulla terra, con l'obiettivo di propaganda militare nell'epoca della guerra fredda.

In quale delle due ipotesi la bandiera americana poggiata al suolo e ripresa nelle foto avrebbe fisicamente davvero sventolato? Nessuna delle due.

Ma in quale delle due ipotesi è più probabile che le immagini mostrassero una bandiera americana con l'apparenza di sventolare? Cioè, in quale ipotesi l'apparenza della bandiera sarebbe stata un punto chiave nonostante non sia realistica in se stessa?

Un po' colpita dallo scambio di sabato sera, ho fatto qualche ricerca (pochissimo) e mi sono subito imbattuta nel sito di un cosiddetto "debunker". Quello che dice sull'argomento per me è sbalorditivo.  Ecco:

Perché la bandiera sventola, se è nel vuoto?

IN BREVE:
Non sventola: pende da un’apposita astina orizzontale, usata perché alla NASA, non essendo stupidi, avevano capito in anticipo che una bandiera americana afflosciata non sarebbe stata una bella immagine.

IN DETTAGLIO:
Ci sono coloro che obiettano che il drappo della bandiera sulla Luna sta sventolando, come nella foto qui sotto. Ma sulla Luna non c’è aria e quindi non c’è vento: di conseguenza, secondo loro, il drappo dovrebbe penzolare mollemente dall’asta. Quindi, dicono, le foto sono false.

In realtà la bandiera sembra sventolare perché è sorretta da un’asta orizzontale telescopica, ben visibile sul suo bordo superiore se si osservano con attenzione le fotografie. Basta ingrandire la foto per notarla.

La NASA, infatti, non essendo composta da stupidi, si rese conto in anticipo che una bandiera floscia non avrebbe fatto un bell’effetto nel vuoto e quindi escogitò questa soluzione tecnica semplice ed efficace.

La bandiera sembra sventolare anche perché è ondulata, come se il vento la facesse rigonfiare. Ma guardando bene ci si accorge che non è ondulata: è stropicciata, con pieghe spigolose. Fu infatti portata sulla Luna strettamente ripiegata e arrotolata in una custodia montata sulla zampa del modulo lunare che reggeva anche la scaletta. Gli astronauti decisero di non spianare troppo il drappo per conferirgli appunto un aspetto vivace che desse l’idea di uno sventolio tradizionale.

In alcune missioni, inoltre, l’asta orizzontale s’inceppò e non si estese completamente, per cui il bordo superiore della bandiera rimase in parte raccolto invece di tendersi, contribuendo alla stropicciatura e anche all’illusione molto scenografica di un drappo mosso dal vento.

 

Non posso sapere se questo "debunker" ci è o ci fa. A me sembra impossibile che qualcuno scriva cose simili con la faccia seria. Non sapessi nulla di tutto il resto, queste parole del debunker mi convincerebbero all'istante che l'allunaggio era falso.

E così la NASA, per chi non ci vede nulla di strano: in otto anni dall'inizio del programma Apollo avrebbe mandato sei volte equipaggi umani sulla luna, senza perdite umane, in diretta televisiva; si sarebbe preoccupata, sin dall'inizio, dell'estetica delle riprese televisive e delle foto, al punto di cercare il modo di creare l'impressione di una bandiera sventolante; non contenta, nelle missioni successive si sarebbe preoccupata di fare in modo che l'impressione di sventolio fosse maggiore.

Nei cinquant'anni successivi, nessuno è mai più "andato" sulla luna, nonostante diversi governi e diversi privati ne parlino in continuazione. Eh, costa troppo e non è economicamente sostenibile, vi replicheranno con aria paternalistica, presumendo che dovreste essere grati se non vi danno degli idioti per non averci pensato da soli. (Sentimento che è, ovviamente, perfettamente ricambiato per aver esposto un argomento così insulso.)

Cinquant'anni fa si andava sulla luna così facilmente che gli astronauti si preoccupavano di come conferire l'impressione di sventolio alla bandiera. Bandiera che, tutti sanno, sulla luna non può sventolare. Ma se sventola è più bella. Con colori sgargianti, ovviamente.

Ma se invece erano foto e filmati finti di propaganda militare, di grana piuttosto grossa destinata ad un pubblico molto semplice nelle sue emozioni, l'estetica della bandiera sarebbe stata un punto focale, dal momento che quello che colpisce le masse sono le impressioni. L'America che mette piede sulla luna. Pianta la bandiera. Sono arrivati prima gli americani.

La bandiera è importante che sia bella, non che sia realistica. È la bandiera americana piantata il messaggio principale che si vuole veicolare. Per questo motivo "sventola".

Alcune frasi dalla pagina Wikipedia sulla NASA:

"La percezione del vantaggio sovietico nella corsa allo spazio presso il pubblico americano motivò il presidente John F. Kennedy a chiedere al Congresso il 25 maggio 1961 di impegnare il governo americano in un progetto per far sbarcare un uomo sulla luna entro la fine degli anni 60, richiesta che segnò l'effettivo lancio del programma Apollo." [Si noti che il 25 maggio 1961 significa un mese dopo la clamorosa missione di Gagarin, "primo uomo nello spazio"]

"Apollo fu uno dei più costosi progetti scientifici americani di sempre. Costò più di 20 miliardi di dollari dell'epoca, corrispondenti a una stima di 218 miliardi di dollari di oggi." (quindi i soldi per una bella scenografia, per razzi, segnali radio, e ammennicoli vari c'erano senza dubbio.)

Sempre su Wikipedia, è riportato che nel 1966 (anno di picco) i fondi allocati alla NASA erano il 4,5% di tutto il bilancio federale. Si capisce dunque che poi dire "È impossibile farlo" sarebbe stato parecchio imbarazzante.

E veniamo al giorno d'oggi:

"Per missioni oltre la Low Earth Orbit, la NASA è stata incaricata di sviluppare lo Space Launch System (SLS), un razzo di classe Saturn-V, e l'astronave Orion, con equipaggio da 2 a 6 persone, per missioni oltre la LEO. [...]
I primi passi di tentativo di tornare a missioni lunari con equipaggi umani saranno con Exploration Mission-2 (EM-2), che includerà l'astronave Orion lanciata con il SLS, programmata per il lancio nel 2022. Sarà una missione di durata da 10 a 14 giorni progettata per portare brevemente un equipaggio di 4 persone nell'orbita lunare. La costruzione della 'Piattaforma orbitale lunare' comincerà con la successiva Exploration Mission-3 (EM-3), che è progettata per portare un equipaggio di 4 persone nell'orbita lunare con il primo modulo(i) della nuova stazione spaziale. Questa missione durerà fino a 26 giorni" ed è programmata per il 2024.

Nella pagina Wikipedia della EM-2, nel link del testo sopra, già non è più 2022 ma 2023. Leggiamo anche:

"Questa sarà la prima astronave con equipaggio umano a lasciare la Low Earth Orbit dopo l' Apollo 17 nel 1972." [enfasi aggiunta]

(ricordiamo che la Low Earth Orbit è definita come una distanza massima di circa 2000 km dalla superficie terrestre. La luna è lontana 300.000 km dalla Terra. La stazione orbitante ISS è a circa 400 km)

Per quanto riguarda la EM-3, adesso si chiama Artemis3 e prevede anche lo sbarco umano sulla Luna.

Riguardo al veicolo Orion, ci sono video della NASA in cui si racconta di come le sue speciali caratteristiche permetteranno all'equipaggio di superare indenni le fasce di van Allen (senza citare che furono presumibilmente superate 50 anni fa senza particolari problemi dagli astronauti del programma Apollo).

Proprio in questi giorni sto traducendo un articolo di Butler Shaffer, sull'importanza della verità. Ecco alcune frasi:

"Dal momento che l'attività politica è radicata in bugie, esagerazioni, inganni e pratiche corrotte, la verità è perlopiù un fattore irrilevante. Per coloro guidati dalla politica in un mondo altamente politicizzato, una bugia va altrettanto bene della verità finché la gente ci crede!"

"Data la disonestà intrinseca che è la natura di tutti i sistemi politici, lo stato è costantemente impegnato a proteggere i suoi segreti dall'essere rivelati al mondo."

"L'industria dell'intrattenimento da lungo tempo è al servizio dell'establishment politico nei suoi sforzi per rendere plausibili al pubblico programmi politici. L'industria cinematografica, ad esempio, opera in un mondo di finzione, impiegando attori e attrici che fanno finta di essere persone diverse da se stessi e usano le loro abilità ben allenate per recitare sceneggiature scritte da altri. I registi chiedono ai loro spettatori di sospendere il loro senso della realtà, un atteggiamento molto utile per lo stato."

Lo stato, i politici, sono attori e tali sono sempre stati. La verità non ha alcun valore. Nella scena in cui Richard Nixon "prende la telefonata più importante" e conversa con gli astronauti "sulla luna", il presidente sta semplicemente facendo il suo lavoro. Che sia vero o meno, non ha alcuna importanza.

Alla luce di tutto questo (e anche senza sapere altri innumerevoli dettagli tecnici) l'ipotesi di gran lunga più probabile e realistica, da qualunque punto di vista, è la b), allunaggio falso. Quale argomento c'è a sostegno dell'ipotesi opposta, cioè che l'allunaggio fosse vero? Gira e rigira, gli argomenti citati sono sempre gli stessi due, e nulla hanno a che vedere con i fatti effettivi: la gente si affretterà a replicare "l'avrebbero saputo in troppi" e "l'Unione Sovietica l'avrebbe detto" (a chi, non è chiaro). Gli argomenti cioè sarebbero conseguenze percepite del finto allunaggio, conseguenze la cui sostanza è in realtà molto evanescente.  Con questo tipo di argomentazioni, del tutto estranee all'esame dei fatti, lo stato (radicato in bugie) potrebbe mostrare qualsiasi cosa e la gente crederebbe.

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1In verità, ricordo che una delle persone più consapevoli delle principali storture in quello che costituisce il bagaglio culturale di quasi tutti era in realtà perfettamente convinto dell'allunaggio. Credo fosse perché non l'aveva mai messo in dubbio. Era stato entusiasta dello "sbarco sulla luna", e a quell'epoca non dubitava di quello che veniva raccontato. In seguito nella sua vita cambiò idea su tante cose che aveva preso per assodate, ben più significative e clamorose. Ma quello no. Non era così importante da meritare una disamina. Si chiamava James P. Hogan.

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Anche la famosa frase "A small step for a man, a giant leap for mankind" suona come poco genuina davvero. Taki racconta come è andata realmente: Chi diavolo è Manny Klein?

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