Mentre altri Paesi sono alle prese con l’emergenza Covid-19, Vladimir Putin, al potere da due decenni nella Federazione russa, ha pensato al suo futuro. Si direbbe che lo ha fatto per tempo, dato che il suo mandato, l’ultimo in base a quanto previsto dalla locale Costituzione, scade nel 2024.

Finora si era ipotizzato che Putin, finito l’ultimo mandato presidenziale, avrebbe continuato a tenere le redini della Russia diventando presidente del Consiglio di Stato. Più o meno come aveva fatto dopo il suo secondo mandato, quando si era scambiato le poltrone con Dimitri Medvedev e aveva esercitato il potere nel ruolo di primo ministro.

Ma ecco che Valentina Tereshkova, la prima donna nello spazio nel 1963, oggi deputata per Russia Unita (il partito di Putin), ha lanciato la proposta di emendare la Costituzione, di fatto cancellando il passato, quindi potendo far ripartire il contatore dei mandati presidenziali per Putin.

Il quale, dicendosi contrario ad abolire il limite dei due mandati presidenziali, ha comunque fornito la sua disponibilità (sic!) a prolungare l’esperienza presidenziale.

Per ora le cose più importanti sono la stabilità e uno sviluppo costante. Ma più avanti, quando il Paese sarà più sicuro di sé, e avrà più risorse, allora dovremo assolutamente garantire un trasferimento dei poteri”, ha affermato.

Aggiungendo:

Sono profondamente convinto che al nostro Paese sia necessaria una presidenza forte. Ce lo ricorda una volta di più la situazione economica. Soprattutto, questo è necessario in nome della stabilità. In questa fase della nostra esistenza la democrazia parlamentare non fa per noi. Sono sicuro che un giorno il potere non sarà più così personificato.”

Suppongo che Putin sia convinto che quel giorno sarà quello in cui lui stesso passerà a miglior vita.

Inutile dire che l’emendamento alla Costituzione è stato approvato dai parlamentari.

(Matteo Corsini)

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