E' sbalorditivo pensare che la celebrazione della nascita del Principe della Pace potesse portare una breve pausa in una delle più distruttive guerre nella storia. E' triste che questa tregua non fosse destinata a durare.

La Tregua di Natale mostrò che, se hanno la possibilità di scelta, gli uomini non vogliono combattersi e uccidersi l'uno con l'altro. E' incredibilmente deleterio per la maggior parte dei partecipanti alla guerra trovarsi di fronte al compito di uccidere uomini come loro. Questa è una delle ragioni per cui oggi assistiamo ad un'epidemia di depressione post-traumatica e di suicidi tra i soldati americani inviati oltreoceano su fronti multipli.

La Tregua di Natale del 1914 fu gioiosa per i soldati, ma era pericolosa per la leadership politica di entrambe le parti in guerra. Una tale fraternizzazione con il "nemico" non poteva essere tollerata dagli organizzatori della guerra. La Tregua di Natale non si ripeté mai più su scala così grande, perché i governi di entrambe le parti proibirono esplicitamente qualsiasi ripetizione di incontri di questo tipo. Coloro che si erano incontrati l'uno con l'altro dovettero tornare a uccidersi l'uno con l'altro, in base agli ordini di qualcuno che si trovava ben lontano dal pericolo.

Per quanto i governi desiderino estirpare questa umanizzazione del "nemico", è ancora vero oggi che i soldati sul campo si incontrino e condividano pensieri con coloro che si suppone debbano uccidere. All'inizio di questo mese, soldati di parti opposte della guerra civile in Ucraina si sono incontrati in Ucraina orientale per facilitare il trasferimento di rifornimenti e la rotazione delle truppe. Si sono scambiati strette di mano augurandosi che la guerra finisca. Un comandante di battaglione dell'esercito pare abbia detto all'incontro: "Penso sia una guerra tra fratelli che nessuno vuole. I vertici dovrebbero sbrogliare le cose. E noi? Noi siamo soldati, facciamo quello che ci viene detto di fare".

Sono sicuro che questi stessi sentimenti esistono in molti dei conflitti in corso, voluti dai governi coinvolti - e in molti casi da governi terzi che cercano di trarre vantaggi dal conflitto.

L'incoraggiante messaggio che dovremmo trarre dalla Tregua di Natale di 100 anni fa è che, se c'è la possibilità, la maggior parte degli esseri umani non vogliono uccidersi l'uno con l'altro. Come disse il leader nazista Hermann Goring durante i processi di Norimberga per crimini di guerra: "Naturalmente la gente comune non vuole la guerra, né in Russia né in Inghilterra né in America, né del resto in Germania". Ma, come egli aggiunse: "La gente può sempre essere portata ad obbedire agli ordini dei leader. E' facile. Tutto quello che dovete fare è dire loro che sono sotto attacco e denunciare i pacifisti per mancanza di patriottismo e perché espongono il paese al pericolo. Funziona allo stesso modo in qualsiasi paese".

E' qui che i nostri sforzi dovrebbero focalizzarsi: opporsi a tutta la propaganda di guerra perpetrata dai governi contro la volontà della popolazione.

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Nota [MM]
Le guerre mondiali del secolo scorso dovrebbero aver insegnato come la gente può essere spinta ad ammazzarsi a decine di milioni senza nessun reale motivo che non sia propaganda a favore delle classi dominanti. I messaggi alle popolazioni delle principali parti in guerra da parte dei loro governi erano estremamente simili. La frase di Goring è molto rivelatrice. Proprio lo stesso Ron Paul, ricorderà bene chi ha seguito le sue campagne presidenziali del 2008 e 2012, è stato ripetutamente accusato di essere "antiamericano", "esporre il suo paese ai terroristi e al pericolo", e così via, per aver parlato contro campagne di aggressione che nei fatti mettono a repentaglio la sicurezza dei suoi connazionali.  E' stato accusato di essere "isolazionista", facendo leva sull'equivoco diffuso che "isolazionista" sia il contrario di "interventista". Ron Paul ha più volte sottolineato che "isolazionisti" è più veritiero siano quelli che hanno in mente solo di riempire di bombe altri paesi, sedicenti "nemici". Un bellissimo libro di Ron Paul (raccolta di suoi scritti e discorsi) è: "A Foreign Policy of Freedom: Peace, Commerce and Honest Friendship".
Un'ultima cosa: i libertari non si riconoscono nel termine "pacifisti"; sono naturalmente contrari alle guerre di aggressione, ma certamente non a quelle di difesa! E' un principio libertario il diritto dei cittadini di essere armati (anche fino ai denti!), e in generale il riconoscimento del potere deterrente delle armi.


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