In questi giorni di emergenza da Covid-19, non è raro sentire appelli alle forze politiche per mettere da parte le divisioni e collaborare “per il bene del Paese”.

Non mi ha stupito che l’argomento su cui tradizionalmente c’è stata meno discordia sia quello dei soldi da spendere in deficit da parte del governo.

Uno potrebbe dire: ma come, anche di fronte alla situazione attuale sei contrario all’aumento del deficit?

Purtroppo ci si trova in braghe di tela ad affrontare questa situazione perché, anche quando l’emergenza Covid-19 non c’era, l’unica ricetta che chiunque chiede il voto agli italiani sa proporre consiste nel deficit spending.

Ora, non voglio sembrare cinico o insensibile, ma credo che dovrebbero essere lette con preoccupazione le dichiarazioni (a ruota libera) di maggioranza e opposizione (oltre ai già commentati interventi restrittivi della libertà individuale adottati a getto continuo dal governo).

Per esempio, ecco Vito Crimi del M5S, in merito al limite del rapporto tra deficit e Pil:

Non ci dovrebbe essere più il concetto di tetto, la situazione è talmente straordinaria che non è più possibile parlare di numeretti, bisogna stanziare quello che serve. Noi usciremo presto da questa situazione e daremo agli altri Paese d'Europa la linea da seguire.

A seguire, Matteo Salvini, alla domanda se ci siano i 50 miliardi che dice sia necessario spendere:

Hai voglia. Noi non chiediamo i 300 miliardi che usò la Germania per salvare le sue banche, ma gli italiani devono essere garantiti.

Purtroppo la realtà non cambia: le spese che uno Stato si può permettere non sono niente altro che tasse. I sognatori della via alla prosperità a mezzo deficit pare considerino il fatto di non tassare subito come se non si dovesse tassare mai.

Ma ogni euro di deficit in più oggi corrisponderà a un euro di tasse (più interessi) in un futuro che, per quanto si cerchi di calciarlo in avanti, prima o poi arriverà.

Non nego l'emergenza, tanto sanitaria quanto economica. Credo però che si debba essere consapevoli e non si debba illudere nessuno che quello che si spende oggi sia un pasto gratis.

(Matteo Corsini)

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