Traduco uno della serie di saggi di Jack Kerwick sul Dio cattolico (da Lew Rockwell.com)

Jack Kerwick (LewRockwell.com, giugno 2019)

In un saggio precedente, ho argomentato che, se Dio non esistesse, non ci sarebbe alcun valore oggettivo o reale, positivo o negativo che sia: non esisterebbe bontà, né malvagità; non esisterebbe giusto né sbagliato, e nessun altro valore.

Il Cristianesimo è unico tra le tradizioni filosofiche del mondo nell'affermare che Dio è Amore.

Dio è Amore. E questo a sua volta significa diverse cose.

Primo, Dio non è, e non può essere, qualche forza o entità astratta, impersonale. Dio non è "il Dio dei filosofi", una "sostanza" panteistica del tipo descritto da Spinoza, per dire, o dall'induismo. Dio non il "Tao" di Lao Tzu, né il "Logos" di Eraclito, "l'Uno" di Parmenide, la "Mente" di Anassagora o "il Bene" di Platone.

Né Dio può essere il Dio immaginato dai deisti, come il "motore immobile" di Aristotele, o un "Orologiaio" jeffersoniano che ha creato il mondo ma da allora si è voltato dall'altra parte.

No, se Dio è Amore, come è, allora Dio deve essere personale. Deve essere intensamente, intimamente, appassionatamente personale.

Secondo, più specificatamente, Dio deve essere una famiglia di Persone, perché l'amore è necessariamente relazionale. Dio, cioè, non può essere unitario.

Quindi, solo se Dio è qualcosa come Tre-in-Uno, come unicamente il cristianesimo asserisce con la sua dottrina della Santissima Trinità, Dio può essere Amore.

Terzo, è l'amore la caratteristica organizzativa centrale dell'intera creazione. Questo significa che il cosmo è come i pensatori antichi e medievali hanno sempre insistito che sia: è teleologico. C'è significato e finalità nell'universo.

È intrinsecamente, oggettivamente permeato di significato.

Ciò a sua volta implica che, contrariamente a quanto la scienza moderna vorrebbe che pensassimo, l'universo non è semplicemente una cosa da descrivere. Molto importante, è normativo.

L'universo è un "è". Ma è anche un "dovrebbe". Il mondo, la natura, ci dicono cosa è e cosa dovremmo fare.

In ultima istanza, il significato del mondo è conoscere e amare Dio, cioè conoscere e amare l'Amore il quale ha dotato il mondo dell'esistenza. La norma di tutte le norme e il dovere di tutti i doveri da derivare dalla creazione di Dio è la norma o il dovere di amare, amare Dio amando la Sua creazione, in particolare le persone.

È Amore a dare energia e pervadere il mondo.

Si può prevedere almeno un'obiezione a questo punto: Ci sono altri valori, come verità, giustizia, compassione, bellezza, onore, e molti altri. Non è forse arbitrario selezionare questo singolo valore, Amore, come pietra angolare e motore dell'universo?

Questa domanda, per quanto ragionevole, è nondimeno malposta. Notate che, sebbene noi spesso ci riferiamo a Dio come se Egli non fosse diverso da voi o me nel possedere una pluralità di attributi, in realtà, e come hanno osservato teologi di altre epoche e luoghi, Dio è un'unità senza interruzioni; non c'è divisione in Dio.

Infatti, non ci può essere alcuna divisione in Dio, perché Dio è assoluta perfezione e l'assoluta perfezione è necessariamente semplice.  La perfezione, in altre parole, preclude un composto o complesso di parti. La ragione è ben comprensibile:

Qualsiasi cosa composta da un complesso di parti è subordinata a queste parti, così come le parti sono subordinate le une alle altre. Qualsiasi cosa sia un complesso di parti può perdere o acquistare parti, può, quindi, progredire o regredire. Ma qualsiasi cosa abbia quest'ultima possibilità è imperfetta.

Certo, dalla nostra prospettiva finita, temporale, può sembrare che esistano in Dio una molteplicità di proprietà. Però questo non può essere. Considerate:
Se è vero che noi parliamo della onnipotenza, onnipresenza, onniscienza e perfetta benevolenza di Dio come fossero caratteristiche letteralmente distinte, queste sono solo parole:

Se il potere di Dio è illimitato, allora Egli deve essere illimitato in quello che Egli può sapere, dove Egli può essere, e, siccome la bontà è essa stessa un potere, Dio deve essere illimitato nella Sua bontà.

L'essenza di Dio è l'esistenza di Dio. Così come è l'essenza di un quadrato avere quattro lati, così è l'essenza di Dio essere. Dio, dopo tutto, è Essere.  È questo che le Scritture intendono quando Dio si autoidentifca semplicemente con: "Io SONO". Dio è.

Non creato, indistruttibile, immutabile -- Dio è, per dirlo in un altro modo, un essere che deve esistere. Quindi, come Sant'Anselmo, il più celebre difensore della cosiddetta "prova" ontologica dell'esistenza di Dio, memorabilmente cercò di dimostrare, Dio è sinonimo di "l'Essere che deve esistere", l'Essere che non può non esistere.

Quindi, quando l'ateo nega l'esistenza di Dio, sta dicendo sostanzialmente che l'Essere che deve esistere, l'essere che non può non esistere, non esiste.

L'ateo afferma che Essere è non-essere.

L'ateismo, cioè, non è semplicemente falso: è logicamente impossibile perché autocontradditorio. È necessariamente falso.

Dio non semplicemente esiste, Egli necessariamente esiste.

L'Amore, dunque, necessariamente esiste. Bellezza, Verità, Giustizia, Bontà e ogni altro valore morale, ontologico ed estetico sono quello che sono a causa della loro inseparabilità da e unità con l'Amore.

Platone considerava "il Bene" come la più alta di tutte le "Forme" che riuniva le altre Forme in un Uno. Agostino, ammiratore di Platone ma cristiano, radicò questi valori non in qualche universale astratto a cui Platone di riferiva come "il Bene", bensì entro la Mente di Dio. Tuttavia Agostino credeva, come scritto nel Vangelo di Giovanni, che Dio sia Amore.

È Amore ad unire gli altri valori. Non ci sarebbe alcuna Bellezza,Verità, Giustizia, Bontà, Virtù, e le altre non fosse per l'Amore. O, forse è più diretto dire, Dio è Bellezza,Verità, Giustizia, Bontà e così via perché Dio è Amore.

Che sia l'Amore a creare, pervadere e alimentare l'universo si può ricavare prontamente dalle seguenti considerazioni.

Prima di tutto, quello che chiamiamo "l'universo" o "il mondo" non è qualcosa di distinto da e sopra alla totalità dei suoi membri.  Proprio il contrario, "universo" e "il mondo" non sono che termini abbreviati per "tutte le cose".  "Universo" o "mondo" di base hanno la stessa funzione di "tutto".

Ma ecco qui il punto: Indipendentemente dal numero di cose di cui l'universo è composto, c'è una domanda fondamentale che persino la più sofistica delle esibizioni di contorsionismo mentale dell'ateo non può evadere:

Perché c'è qualcosa invece di non esserci niente?

L'ateo non ha risposta. Dal momento che l'universo non è qualcosa, ma piuttosto è la totalità di tutte le cose finite o limitate, allora persino se non avesse inizio, persino se fosse composto di un'infinità di cose finite, non esisterebbe, e non potrebbe esistere, se l'ateo fosse nel giusto. Non sarebbe solo fisicamente impossibile; sarebbe logicamente impossibile esistere per qualsiasi essere finito, a meno che non esista prima qualcosa che è infinito.

Qualsiasi cosa sia finita ha un inizio. Questo significa che qualsiasi cosa sia finita a qualche punto non esisteva. Ma un essere finito può cominciare ad esistere solo attraverso l'azione di qualcosa che già esiste ("Dal nulla, nulla proviene", o "Qualcosa non può venire dal nulla").  Quindi, se le uniche cose che esistono o che sono mai esistite sono finite, allora, come Tommaso d'Aquino e altri hanno dimostrato molto tempo fa, al momento presente non ci sarebbe niente.

Perciò, deve esistere qualcosa che è infinito e che non è dipendente da null'altro.

Allora, Dio deve esistere.  Perché, allora, Egli ha creato ogni altra cosa?

L'universo non è, come supponeva gente (particolarmente i filosofi) di altre epoche e luoghi, un'emanazione di Dio, ciò che è co-eterno con Dio e che "fluisce" da Dio. L'universo è la creazione di Dio.

Tutti gli esseri derivano il loro essere dal Puro Essere, da Dio. È perché, e solo perché, questo Essere è Amore, e l'amore è dono di sé, che c'è un mondo.

Il mondo, quindi, è un dono, un dono di puro Amore.

La mia vita e la vostra, sono doni che ci sono stati dati dal Donatore Stesso.

L'universo è una gratuità pagata per noi per puro amore dall'Amore.

Non sono mere teorizzazioni astratte. Mentre si vive la vita quotidiana, basta solo fermarsi e notare il mondo attorno a se stessi per riconoscere che l'Amore che ha portato il mondo ad esistere è immanente in esso. Le impronte dell'Autore del cosmo sono dappertutto sopra il Suo manufatto:

La gioia che gli amici provano in compagnia gli uni degli altri; l'amore condiviso tra amanti, così come l'esperienza di "fare l'amore", e l'amore dei genitori per i loro figli -- proprio come nessun essere finito può portare se stesso ad esistere, così l'amore, spesso grande amore, sperimentato da parte di amanti umani deve derivare la sua esistenza da qualcosa di più grande.

Nel mio caso personale, ho davvero capito questo punto quando, mettendo a letto mio figlio piccolo per la notte, sono stato sopraffatto da amore per lui. Ho capito allora che questo amore che si gonfiava dentro di me per mio figlio doveva essere qualcosa come l'amore che Dio ha per noi. E ho capito che questo amore potente era una un'indicazione dell'Amore di Dio perché e solo perché proveniva da Dio, in quanto lasciato alle mie stesse limitate risorse ero incapace di produrre questo amore da solo.

Istanze finite di amore devono essere dipendenti da Amore infinito.

Tutte le volte che vedete qualcosa di bello, che sia un tramonto, un paesaggio, un'opera d'arte, o un altro essere umano, siete testimoni di Amore in azione. Vedere la bellezza ci emancipa, anche se solo momentaneamente, dagli ingranaggi quotidiani.  È per questa ragione che un filosofo si riferiva a questi momenti come "intimazioni di immortalità", indizi, nel qui ed ora dello spazio e del tempo, dell'Eterno, di quello che c'è oltre lo spazio e il tempo.

Istanze finite di bellezza non possono spiegarsi da sole più di quanto esseri finiti possano causare se stessi. Esse, dunque, derivano la loro esistenza da assoluta, infinita Bellezza.

Non esisterebbero se non fosse per Dio, che è Bellezza Egli stesso. Ma Dio è Bellezza perché Dio è Amore. Dio condivide la Sua Bellezza perché Dio ama.

Ogni volta che scoprite una verità, che sia in un'intuizione, una proposizione, un argomento, una teoria, o un'esperienza, potete stare sicuri che queste occorrenze di verità sarebbero impensabili, lasciamo stare reali, se prima non esistesse Verità. Prima esiste Dio.

E siccome Dio è Amore, Dio è verità.

L'amore perfetto è onesto. Le varie occasioni di verità che incontriamo normalmente sono segni dell'Amore di Dio.

Potremmo continuare sulla stessa vena rispetto a tutti gli altri valori.

Il concetto essenziale di questa linea di ragionamento è che qualsiasi cosa sia finita e imperfetta deve derivare da ciò che è infinito e perfetto.

L'universo, quindi, inclusi, ovviamente, anche proprio noi stessi, è il dono dell'Amore per noi. È un dono che continua a elargire.

L'Amore, attraverso la Sua creazione e in modi innumerevoli, ci chiama incessantemente a seguire il Suo esempio e amare. Dovremmo fare così.

Però per scegliere saggiamente dobbiamo prima pensare con chiarezza.

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