di Gary North (garynorth.com, 31 dicembre 2015 - pubblicato originariamente su Biblical Economics Today Vol. 6, No. 2, Febbraio/Marzo 1983)

 

Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare. (Luca 17:10)

Le parole di Gesù non sono gradevoli per l'autoproclamato uomo autonomo. Gesù, per usare un linguaggio spiccio, non fa mai molti complimenti all'uomo. L'uomo è messo al suo giusto posto dagli insegnamenti del Vangelo. Fino a quando l'uomo non sa cosa egli è agli occhi di Dio, non può mai capire chi egli è. Cosa sono al meglio gli uomini autonomi, disse Gesù, è servi inutili.

Egli introduce questo messaggio con un esempio. Pensate di aver assunto un servo a tempo pieno per lavorare per voi. Uno dei suoi compiti è arare il campo. Un altro compito è servire a voi la cena. Egli sa che deve compiere entrambi i compiti. Chi di voi, chiede Gesù, permette al servo di andare a cenare appena torna dal campo? Non gli dirà piuttosto: "Preparami da mangiare, rimboccati la veste e servimi, finché io abbia mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai anche tu" ? (v. 8)

Cosa vuole dire Gesù? Semplice: Dio è il Signore; noi siamo i Suoi servi. Il Signore "si riterrà obbligato verso il suo servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti?", chiede Gesù (v. 9). Ovviamente no, Egli sta dicendo. Il servo ha eseguito i suoi compiti solo quando il suo lavoro è completo, e la sua ricompensa è cibo e bevande. Però egli deve finire il suo lavoro prima di avere la sua ricompensa. Il padrone non è tenuto a ritardare il suo banchetto fino a quando il servo ha soddisfatto i propri desideri. E' stato assunto per fare un lavoro; il mero completamento del compito assegnato non è un grande risultato che automaticamente merita la contentezza del padrone. Ancora molto meno motivo per la contentezza e le congratulazioni del padrone è il completamento di metà del compito assegnato.

Paolo usò parole simili nella descrizione della ribellione etica di Ebrei e Gentili: "come sta scritto: Non c'è nessun giusto, nemmeno uno. Non c'è alcuno che abbia intendimento, non c'è alcuno che ricerchi Dio.Tutti si sono sviati, tutti quanti sono diventati inutili; non c'è alcuno che faccia il bene, nemmeno uno" (Romani 3:10-12). Quello che l'uomo ha di fronte è la condanna: "poiché tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio" (Romani 3:23).

Sia Gesù che Paolo stavano ricordando ai loro ascoltatori e lettori che l'uomo non è purificato dalle buone opere che compie. Non c'è nulla di male nelle buone opere, così come non c'è nulla di male nel completamento della prima parte del compito a lui assegnato da parte del servo. Tuttavia, Dio non si felicita delle nostre opere buone solo perché le abbiamo fatte. Siamo già così indietro che le nostre opere complete a metà non lo impressionano. Dov'è la cena del padrone? Cosa stiamo facendo, sedendo e mangiando la nostra cena quando il padrone ha fame? Chi pensiamo di essere? Ancora più importante, chi pensiamo che sia il padrone? Con chi immaginiamo di avere a che fare? Una persona come noi? Un altro servo che come noi non ha completato il suo compito ed è ugualmente sotto condanna?

La tipica replica dell'uomo che sente dire delle sue stesse mancanze di fronte a Dio, e della sua necessità di pentimento, è questa: "Non sono peggio di quasi tutti gli altri." Questo può benissimo essere vero. Non è Hitler; non è Stalin. Ma in questo caso, non c'è sicurezza nei numeri. Non si perderà tra la folla a causa delle sue prestazioni mediocri. L'intera folla è diretta verso il disastro.

Il bilancio finale di Dio

Non è così strano che molte delle parabole siano di natura economica. Gli uomini rispondono a quello che capiscono, e gli uomini in maggior parte capiscono qualcosa di economia. Capiscono la differenza tra profitto e perdite. "Più" per loro è preferibile a "meno".

Se Adamo avesse eseguito il suo compito di dominio in modo soddisfacente, sarebbe "andato in pareggio". Dio gli ha dato la vita e un mondo da conquistare; poi Egli gli ha dato una moglie per assisterlo, cioè un servo per lui stesso. Inoltre sarebbero venuti dei figli: servi aggiuntivi, che alla fine sarebbero diventati servi indipendenti soggetti a Dio (Genesi 2:24). Dio avrebbe ricevuto il ritorno sul Suo "investimento" che aveva pianificato. Adamo, in questo senso, sarebbe diventato un servo utile. Qualsiasi cosa in meno del compito completo di Adamo doveva essere giudicato come improduttivo. Il giorno che Adamo si ribellò fu il giorno il cui per Dio il "tasso di rendita" su Adamo finì nella colonna delle perdite. Adamo non possedeva alcuna risorsa indipendente; non poteva "compensare" Dio, persino se avesse voluto farlo.

Qual è la reazione economica razionale rispetto ad un asset che sta perdendo denaro? Venderlo, se possibile; rottamarlo, se non c'è un mercato secondario. Fonderlo per rottamarlo. Buttarlo. Più a lungo si usa qualcosa che produce perdite, più si perde dalla base del capitale. Non si può "compensare con il volume" se una transazione costa tre once d'oro per portare solo due once. Più transazioni, maggiori le perdite. Seimila anni di eredi di Adamo, ognuno dei quali operante a vari tassi di perdita, non solo non "compenserebbero la perdita originale", ma una tale continuazione dell'"attività" moltiplicherebbe le perdite. E' per questo che Dio disse ad Adamo il giorno della ribellione che Adamo sicuramente sarebbe morto. La vecchia regola dell'investimento deve essere onorata: tagliare le perdite, e far correre i profitti!

Dio mancò di onorare questo principio? No, Egli lo onorò completamente. Ma perché allora permise ad Adamo e alla razza di Adamo di moltiplicare le Sue perdite? Perché Dio aveva un modo di riportare la razza di Adamo di nuovo nella categoria di "investimento redditizio". Aveva un modo per compensare le Sue perdite provocate dalle cattive prestazioni di Adamo, e, una volta fatto questo pagamento, ristabilire i servi nella colonna dei profitti. Il pagamento di compensazione fu pagato da Gesù Cristo.

"Ed ecco una voce dal cielo che disse: «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto»." (Matteo 3:17) In altre parole, Gesù era un servo utile agli occhi di Dio. Quindi, tramite la sostituzione della morte degli eredi di Adamo con la morte di Cristo, Dio permette un trasferimento di capitale agli eredi. Sono posizionati, come era Adamo prima della ribellione, in posizione di servitù, però servitù utile. Diventano servi che sono ancora al lavoro nei campi, o stanno pascolando il bestiame, e che non sono ancora venuti a preparare la cena del padrone alla fine del giorno. Il loro compito è ancora davanti a a loro, ma non è ancora diventato inutile a causa della mancanza di esecuzione di un particolare compito. Dio sta ancora ottenendo un ritorno positivo sul Suo investimento.

La moltiplicazione della seconda razza di Adamo ora è positiva. Tuttavia, non dobbiamo dimenticare che Dio è indipendente, autosufficiente e non ha bisogno di nulla da noi. La Sua stessa gloria è autosufficiente. Dio possiede, come dice Cornelius Van Til, un secchio pieno. Non ha bisogno dell'uomo che glielo riempia di più. Tuttavia l'uomo esiste per glorificare Dio, e la storia davvero ha significato. Se non l'avesse, Dio non si sarebbe preoccupato di mandare Cristo a redimere la storia e riportare l'umanità redenta alla produttività. Non si sarebbe preoccupato di ordinare a Noè di costruire un'arca; Egli avrebbe semplicemente ricominciato da zero, riconoscendo che tutta l'umanità era uno spreco, una fonte di perdite senza fine. Quindi abbiamo un dilemma, che Van Til chiama il dilemma del secchio pieno. Dio non ha in realtà bisogno dell'umanità che Lo renda ricco; in realtà Egli non ha bisogno di un "tasso di rendita" sul Suo "investimento" nell'umanità. Dio non finirà all'asilo dei poveri se il Suo investimento finisce male. Tuttavia, Dio non vuole che questo investimento finisca male; ha sacrificato Suo figlio in modo da impedire che l'investimento finisse male.

Dio ama i suoi servi

Gli uomini amano le loro mogli e i loro figli, anche se mogli e figli sono funzionalmente subordinati quali aiutanti degli uomini capofamiglia. Il popolo di Dio è descritto come la sposa di Dio sia nell'Antico che nel Nuovo Testamento, e anche come figlio di Dio (Esodo 4:22). Quindi la relazione tra Dio e il suo popolo è una relazione padrone-servo, ma anche una relazione marito-moglie e una relazione padre-figlio. C'è un legame profondamente personale tra Dio e l'umanità. Tutti gli uomini sono figli di Dio, in quanto tutti gli uomini sono di un medesimo sangue (Atti 1 7:26), però alcuni dei figli sono diseredati, mentre gli altri sono accolti (Giovanni 1:12). Tuttavia, questo profondo legame personale non nega la relazione padrone-servo, descritta in modo specifico da Gesù come una relazione investitore-beni capitali.

Dio era molto compiaciuto di Suo Figlio. Per questo profondo legame personale tra loro, il sacrificio ha vero significato. Dio non stava semplicemente punendo un servo utile; Egli stava punendo il Suo stesso Figlio. L'amore del Figlio per gli altri servi, che meritavano la distruzione nella discarica, portò alla Sua sistemazione dei conti di quei servi.

Noi non osiamo sorvolare sugli aspetti di investimento della storia della salvezza. Dio davvero vuole un ritorno sul Suo investimento. Vuole che il mondo sia sottomesso alla Sua gloria per mezzo dei Suoi servi. Questo era il Suo progetto sin dall'inizio. Gli sforzi di Satana avevano un lato economico: trasformare servi potenzialmente utili in beni che producono perdite nel portafoglio di Dio. Satana capì che Dio era determinato a vedere la terra dominata dall'uomo, e in quanto ribelle, Satana cercò di impedire il progetto del suo Nemico. Satana è un distruttore, colui che semina zizzania nel campo di Dio, nel tentativo di distruggere il raccolto (Matteo 13:24-30; 36-43). Satana cerca di ridurre il valore del portafoglio di Dio a zero, se possibile, o ancora meglio, in debito. Satana sarebbe felice di essere in grado di trascinare Dio al tribunale fallimentare - con Satana come giudice, giuria ed esecutore.

Però Dio non è in debito. Non ha bisogno di "potere" per produrre un profitto. Non usa i soldi degli altri. E grazie alla morte di Suo Figlio, Dio sta ricevendo un ritorno positivo sul Suo investimento. E' successo questo: Satana si messo nella posizione di amministratore o fiduciario di una porzione del portafoglio di Dio. In modo specifico, Dio ha trasferito a Satana la porzione in perdita, cioè tutti quei servi inutili, quei figli diseredati. Queste sono le truppe di Satana (per passare ad un'analogia militare). Questi sono gli asset presi a prestito da Satana, che ha l'autorizzazione ad investirli durante il tempo di prestito. Producono perdite. Satana è il debitore che sarà trascinato, il giorno del giudizio, al tribunale fallimentare. E' il servo inutile per eccellenza, l'archetipo di tutti i servi indebitati che non possono pagare i loro padroni quando il pagamento matura (Matteo 18:23-35).

C'è una scena molto ingegnosa in un film commedia, "Il mio amico il diavolo", in cui il personaggio che rappresenta Satana porta un personaggio tipo Faust nei suoi uffici. L'uomo (Dudley Moore) ha venduto la sua anima al diavolo (Peter Cook). Cook scorta Moore giù per le scale, fino ad un locale dall'aspetto scalcinato che è una sorta di ristorante da poco, bar e bordello. Cook presenta Moore a tutti i suoi dipendenti. I principali risultano essere i "sette peccati capitali". Ira è uno sbruffone che cerca di far partire la rissa. Pigrizia è addormentato. Cook, in quanto Diavolo, confida a Moore: "Proprio non riesco a trovare aiutanti decenti. Deve aver qualcosa a che fare con gli stipendi che pago." Purtroppo, i teologi contemporanei non hanno l'intuito teologico di un paio di commediografi britannici.

Siamo servi utili?

Dobbiamo prendere sul serio le parole di Gesù. Criticava i Farisei e gli ipocriti che pensavano che tutte le loro sante opere li avrebbero salvati dall'ira del Signore. Li chiamò servi inutili perché non capivano quanto veramente ci si aspettava da loro, quanto sotto le aspettative era il migliore di loro, e quanto i loro conti come servi fossero realmente bisognosi di "un'iniezione di nuovo capitale".

Gesù stava criticando le prestazioni dei Suoi stessi servi? No. Stava mostrando loro che se si affidassero al capitale spirituale consegnato loro dal loro padre Adamo, allora sarebbero davvero in bancarotta, e nulla che potrebbero guadagnare pareggerebbe mai il bilancio. Il debito sarebbe troppo. D'altro canto, essi possono rimettere in attivo i loro conti personali se operano nei termini del bilancio consegnato loro dal Secondo Adamo. Non sono più finanziariamente "in rosso" se possono presentare a Dio il modello di bilancio di Cristo. I loro sforzi diventano ora positivi. Senza questo trasferimento di capitale, non possono neanche onorare gli interessi sul debito che hanno verso Dio. Il debito semplicemente si allargherà, non importa quello che fanno, proprio come il debito di Satana sta crescendo incessantemente. Satana non ha alcuna intenzione di ripagare il debito, naturalmente; le buone intenzioni di uomini ribelli, nel tempo e sulla terra, ancora non sono sufficienti. Potrebbero non essere "nel precipizio" finanziariamente quanto lo sarà Satana, ma saranno nel precipizio eterno con Satana perché nessuno di loro ha un centesimo a suo nome.

Quindi siamo servi utili oggi, se operiamo con il modello di bilancio dato in grazia da Cristo al Suo popolo. Nonostante le nostre perdite di tanto in tanto, nonostante i nostri stessi errori nella gestione di fondi, attraverso la Sua grazia, le perdite non saranno contate contro di noi. Al peggio, arriveremo al cielo con "bilancio zero" nel nostro conto (1Corinzi 3:15). Nessun servo vuole un bilancio zero, e tutti dovrebbero sforzarsi di costruire capitale spirituale, ma non c'è modo in cui possiamo finire di nuovo nella colonna dei passivi. Cristo ha pagato quel debito per sempre.

Questa consapevolezza dovrebbe ridurre la nostra paura di sbagliare. Non abbiamo bisogno di seppellire i nostri talenti per paura del Signore. Possiamo speculare - non speculare selvaggiamente, bensì fare del nostro meglio per prevedere il futuro, e investire nei termini delle nostre convinzioni. Possiamo prendere rischi e sopportare incertezza per costruire un mondo migliore. I satanisti possono giocare d'azzardo, creando perdite statisticamente garantite a lungo termine per desiderio di un "gioco eccitante".  Giocano le loro sostanze sull'uscita di una carta o il lancio di un dado, in partite truccate contro di loro. Noi superiamo l'incertezza e guadagniamo profitti agendo direttamente nel mondo nei termini della legge di Dio. Il mondo è "truccato" a favore della legge di Dio e di coloro che operano nei termini della Sua legge. L'universo è "truccato" contro Satana e i suoi seguaci, e loro lo sanno, ma continuano a giocare, come fanno i giocatori d'azzardo, sapendo che alla fine andranno in bancarotta se giocano abbastanza a lungo. La loro fine è certa, così come è la nostra. Non sanno quando profondamente saranno nel "baratro" quando il loro tempo finisce, così come noi non sappiamo quanti talenti ci saranno rimasti, però questo sappiamo: non saremo nel baratro. Perciò non dobbiamo fare buche per i nostri talenti (Matteo 25:24-30). Esercitare il dominio non è un gioco d'azzardo, e il gioco d'azzardo non è esercitare il dominio.

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Nota [MM]
Gary North è straordinario!

Naturalmente è un calvinista (di un tipo particolarmente tradizionalista), per cui abbiamo qualche idea diversa, specialmente in tema di libero arbitrio.
Però, rispetto ad esempio ad ascoltare papa Francesco, leggere questo brano di Gary North mi ha dato l'impressione di una boccata d'aria fresca! A tanto stiamo arrivando....

Si tratta ovviamente di un brano puramente teologico. Le analogie con l'economia, che come North ricorda erano frequentemente usate da Gesù, servono a rendere facilmente comprensibile il messaggio.

Il messaggio è che siamo servi del Signore. Ed ecco la sublime conclusione: Il debito è già stato pagato da Gesù Cristo. Questa consapevolezza dovrebbe ridurre la nostra paura di sbagliare. Non abbiamo bisogno di seppellire i nostri talenti per paura del Signore.  Questo è il fulcro del messaggio cristiano, il significato fondamentale della Pasqua del Signore: non dovete avere paura.

Per quanto nella realtà sia difficile, non dovremmo dimenticarlo mai.

 

 

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