Jeff Deist sull'enigma del nostro tempo

Jeff Deist (LewRockwell.com, 12 gennaio 2019 - da mises.org)

Perché persiste il supporto per il socialismo?

La risposta breve potrebbe essere semplice natura umana, la nostra naturale tendenza alla insoddisfazione per il presente e al disagio verso il futuro. Persino immersi in benessere materiale quasi inimmaginabile reso possibile solo da mercati e imprenditori -- entrambi irrisi dai socialisti -- non riusciamo a sconfiggere definitivamente i logori ma letali vecchi argomenti a favore della proprietà collettiva del capitale.  Siamo così ricchi che i socialisti immaginano che la prosperità materiale attorno a noi continuerà ad organizzarsi da sola magicamente, indipendentemente dagli incentivi.

È un problema tormentoso, e non un problema accademico.  Milioni di giovani in tutti gli Stati Uniti e in Occidente considerano il socialismo come un approccio attuabile e persino nobile all'organizzazione della società, letteralmente ignari delle pile di corpi prodotte da vari governi socialisti nel ventesimo secolo.  I Socialisti Democratici Americani in rapida ascesa, guidati dalle beniamine dei media Rashida Tlaib e Alexandria Ocasio-Cortez, sono ora considerati ragazzi in gamba.  Il socialista dichiarato Bernie Sanders è andato molto vicino a vincere la nomination del Partito Democratico nel 2016, prima di essere messo in ginocchio dalla macchina Clinton.  Il sindaco di New York City, Bill de Blasio, contribuisce annunciando che "c'è abbondanza di denaro in questa città, solo è nelle mani sbagliate".  Egli sostiene apertamente e entusiasticamente la confisca e la redistribuzione di ricchezza senza danno alla sua popolarità politica.

Rand Paul e Thomas Massie sono outisder nella Destra.  La Ocasio-Cortez e de Blasio non sono outsider nella Sinistra.

Com'è possibile questo, persino mentre il mercato e il semi-capitalismo portano fuori dalla povertà milioni di persone?  Perché il socialismo continua a spuntare fuori, e perché tanta gente ben intenzionata (e malintenzionata) continua a farsi incantare da qualcosa di così palesemente malvagio e impraticabile?  Perché alcune battaglie devono essere combattute ancora e ancora?

L'Unione Sovietica è collassata, il muro di Berlino è caduto, ormai decenni fa.  Il Blocco Orientale ha scoperto il consumismo occidentale, e lo ha apprezzato.  Bill Clinton dichiarò chiusa l'era del Big Government, e Francis Fukuyama assurdamente pronunciò che l'ideologia occidentale aveva trionfato per sempre.  Persino la Cina e Cuba alla fine sono dovute soccombere alla pressione per maggiori libertà economiche, non a causa di qualche spostamento ideologico ma perché era diventato impossibile nascondere la realtà della ricchezza capitalista all'esterno.

Tuttavia la libertà economica e i diritti di proprietà sono sotto assalto oggi proprio nelle nazioni occidentali che hanno fatto diventare ricche.

I socialisti di oggi insistono che la loro società modello avrebbe le sembianze della Svezia o Danimarca; non dell'URSS o della Germania nazista o del Venezuela.  Semplicemente vogliono correttezza e equità, assistenza sanitaria e istruzione gratis, la fine della ricchezza "accumulata", e così via.  E non sempre promuovono o anche solo conoscono la definizione da libro di testo del socialismo, come hanno imparato i professori Benjamin Powell e Robert Lawson partecipando a conferenze socialiste (si veda il loro nuovo libro, Socialism Sucks: Two Economists Drink Their Way Through the Unfree World).  In molti casi i giovani pensano che il socialismo significhi semplicemente un mondo felice in cui ci si prende cura della gente.

Non importa se i paesi scandinavi in questione insistono di non essere socialisti, non importano le atrocità di Stalin o Mao o Pol Pot, e non importano le dimostrazioni schiaccianti di Ludwig von Mises e altri contro la pianficazione economica centralizzata.  Senza proprietari privati, senza capitale a rischio, senza prezzi, e specialmente senza segnali di profitto e perdita, le economie diventano rapidamente corrotte e servono solo la classe politica.  Nicolás Maduro banchetta mentre i venezuelani poveri mangiano i cani, ma naturalmente questo non è "vero" socialismo.

La storia e la teoria non interessano ai socialisti perché loro immaginano che la società possa essere ingegnerizzata.  I vecchi argomenti ed esempi storici semplicemente non si applicano: persino la natura umana è malleabile, e ogni qual volta le nostre tendenze ostinate non si adeguano ai grandiosi piani del socialismo c'è un "costrutto sociale" da biasimare.

Questi più recenti spasmi di supporto alla letale ideologia del socialismo ci ricordano che i progressisti non stanno scherzando.  Può essere che non capiscano pienamente cosa significa il socialismo, però sono pienamente intenzionati a realizzarlo.  Assistenza sanitaria pubblica, scuola "gratis", schemi di redistribuzione di ricchezza, tasse sul reddito fortemente progressive, patrimoniali, bando delle armi, e tagli radicali ai carburanti fossili sono tutti nell'agenda immediata.  Farebbero tutto questo rapidamente se possibile, in modo incrementale se devono (si pensi, di nuovo, al ventesimo secolo).  Lo farebbero con o senza supporto popolare, usando nuove leggi, corti e giudici, agenzie sovranazionali, indottrinamento universitario, media amici, o qualunque mezzo politico, economico e sociale sia necessario (inclusi la censura dai social media e le leggi contro l'"hate speech").  Non è paranoia; tutto questo viene discusso apertamente. E dite quel che volete del progressismo, un credo centrale seppur falso ce l'ha: l'egalitarismo.

I conservatori, al contrario, non sono seri.  Non hanno uno spirito che li anima.  Non parlano molto di libertà, proprietà, mercati o opportunità.  Non pensano sul serio quello che dicono sulla Costituzione, non farebbero nulla per limitare il governo, non toccherebbero i diritti acquisiti o le spese per la dfesa, non abolirebbero il Dipartimento dell'Istruzione né una singola agenzia federale, non toccherebbero le leggi sull'aborto, e certamente non rinuncerebbero ai loro stessi impulsi socialisti.  Il trumpismo, sebbene non conservatore e interamente non intellettuale, ha inferto il colpo finale al già fievole cuore dell'intellettualismo della destra, dal Weekly Standard al National Review.  Il conservatorismo oggi è incoerente, incapace sia ideologicamente sia tatticamente di contrastare l'ondata crescente di socialismo.

I generali combattono sempre l'ultima guerra, e la politica non è diversa.  Tendiamo tutti a vedere il clima politico corrente nei termini di vecchie e familiari divisioni, di alleanze da tempo sbiadte e di retorica obsoleta.  Ci aggrappiamo tutti alla confortevole ideologia che ci aiuta a dare senso a un mondo caotico.  Come ha detto recentemente un commentatore, i baby boomer progressisti pensano ancora che sia il 1968 e i baby boomer conservatori pensano ancora che sia il 1985. La generazione X e i millenial mostreranno gli stessi paraocchi.  Potrebbe sembrare sconfortante continuare a combattere quella che dovrebbe essere una battaglia contro il socialismo conclusa tanto tempo fa, però oggi non abbiamo altra scelta.

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