Mentre nuovi socialisti rimpiazzano quelli vecchi, nell'epoca della piattaforma Rousseau e del reddito di cittadinanza, vale la pena ricordare che è tutto déjà vu

Qualche riflessione davvero semplice eppure così sorprendente....

Charles Hugh Smith (LewRockwell.com - originale qui - marzo 2019)

Le promesse non possono essere mantenute, quindi la società si sgretola in élite bellicose ed elettorati in competizione 

C'è una maestosa tragedia nell'inevitabile collasso di stati ed imperi un tempo fiorenti: sembrava tutto così permanente quando era al picco, così sovrumano nella sua potenza, poi lentamente ma sicuramente furono fatte molte grandiose e irrealistiche promesse a troppe élite ed elettorati; poi quando la crescita decade in stagnazione, l'unico modo di mantenere lo status quo è dare l'impressione di mantenere tutte le promesse creando denaro dal nulla, cioè svalutando la moneta.

Questo espediente politico funziona meravigliosamente per un po': la gente non si rende conto che il contenuto d'argento delle loro monete viene ridotto a quasi zero, oppure che non c'è nulla a tenere su il valore della loro valuta se non trucchi e vaghe illusioni di gloria trascorsa.

La fiducia nella moneta dello stato/impero improvvisamente collassa in un cambiamento di fase: tutto sembra andar bene fino al momento in cui la valanga spazza via tutto.

È una progressione semplice:  durante la fase "crescita-permanente-è-il-nostro-diritto-di-nascita" del ciclo virtuoso auto-fortificante, quando tutto si espande rapidamente - credito, risorse, posti di lavoro, profitti, introiti fiscali, ecc. - sono fatte promesse ad élite ed elettorati che sembrano facili da mantenere, in quanto si prevede che l'economia si espanda rapidamente essenzialmente per sempre.

Però i cicli virtuosi decadono in cicli non virtuosi di sclerosi e corruzione burocratica, attriti sistemici, produttività declinante ed esaurimento delle risorse, e l'ascesa di élite parassite che non contribuiscono per nulla, bensì scremano in abbondanza, succhia via il surplus disponibile per reinvestimenti produttivi.

Tutte le élite sotto pressione per soddisfare le richieste di coloro a cui è stato promesso troppo nei tempi buoni ricorrono alle medesime due pezze finanziarie: debito e svalutazione della moneta. Prima lo stato prende a prestito e a prestito e a prestito, tutto sotto la convinzione che "lo stato non può fallire perché emette la sua stessa moneta".

Qualsiasi razionalizzazione funziona nella fase di stagnazione, ma la realtà è che tutto quanto è solo espediente politico: mancando le risorse per pagare tutte le promesse, lo stato prende a prestito dal futuro per mantenere l'illusione di stabilità.

Ahimè, il futuro arriva, e gli interessi sul debito cominciano a decurtare gli introiti fiscali necessari per finanziare le responsabilità essenziali dello stato/impero. A questo punto, le élite al potere perseguono due trucchi egualmente fatali: aumentano le tasse sulla restante classe produttiva mentre le élite parassite pagano poco o niente, e svalutano la moneta in modo da poter continuare a pagare le somme promesse, che così hanno meno valore effettivo.

La classe produttiva fugge verso altri lidi, oppure va in clandestinità oppure rinuncia. Quando gli introiti fiscali calano, le élite dirigenti ricorrono, in disperazione, a devastare la valuta statale, nei fatti emettendo 10 unità di valuta per ogni singola unità di effettivo potere d'acquisto.

Questo mantiene la finzione che le promesse siano mantenute, ma il potere d'acquisto della valuta si erode così drasticamente che le élite parassite e gli elettorati alla fine se ne accorgono e pretendono il pieno pagamento di quanto era stato promesso ai tempi buoni.

Questa richiesta non può essere soddisfatta, quindi la società si frantuma in élite belligeranti ed elettorati in competizione tra loro. L'unica reale soluzione -- cioè fare sacrifici severi per vivere entro i modesti mezzi disponibili e liberarsi delle élite parassite -- è politicamente e culturalmente irricevibile da parte di una cittadinanza imbevuta della credenza che i tempi buoni debbano essere per sempre, e che sia tutto colpa della classe dirigente del momento piuttosto che una falla dell'intero sistema.

Allora la distribuzione "gratis" di panem et circenses si intensifica e l'argento inviato a legioni fantasma che difendono i confini finisce nelle tasche dei quartiermastri. Lo stato delirante della classe dirigente infetta la popolazione generale, così si diffondono illusioni magiche e vaghe visioni di futura grandezza basate su mitologie di ere precedenti, che avevano raggiunto prosperità tramite sacrificio e parsimonia.

L'intero status quo globale è nella fase di stagnazione, e le promesse che non possono essere mantenute incombono minacciose. Quindi le politicamente opportuniste élite dirigenti si rivolgono al debito e ai trucchi finanziari, nel tentativo di scansare il giorno del giudizio. Questo funziona per un po' di anni però garantisce che si giunga al collasso.

Espansione, maturazione, stagnazione e collasso:

collasso imperi

(Traduzione Maria Missiroli)

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