Aprire gli occhi sulla natura dello Stato

di Daniel Sanchez (da LewRockwell.com, 21 maggio 2014 - originale su  Medium.com )

Ricordo bene il momento in cui caddero le incrostazioni dai miei occhi e vidi lo Stato per quello che veramente è, ed è sempre stato. Ero in macchina a San Francisco e ascoltavo l'audiobook di For a New Liberty di Murray Rothbard, edito da mises.org.

La mia percezione del mondo non sarebbe mai più stata la stessa.

Quell'esperienza fu simile a una famosa scena del film The Matrix. Il protagonista Neo sa che c'è qualcosa di profondamente sbagliato nel mondo, ma non riesce ad identificare cos'è. Fa una domanda al misterioso Morpheus riguardo a qualcosa che lo ossessiona: che cos'è "the Matrix""?

Morpheus risponde: "E' il mondo che è stato messo davanti ai vostri occhi per rendervi ciechi di fronte alla verità."

"Quale verità?", chiede Neo.

"Che tu sei uno schiavo, Neo. Come tutti gli altri sei nato in schiavitù, in una prigione che non puoi odorare né toccare. Una prigione per la tua mente."

Morpheus poi offre a Neo la scelta tra due pillole: una rossa e l'altra blu.

"Questa è la tua ultima possibilità. Dopo non si può tornare indietro. Se prendi la pillola blu, fine della storia. Ti svegli nel tuo letto e credi tutto quello che vuoi credere. Se prendi la pillola rossa rimani nel Paese delle Meraviglie ed io ti mostrerò quanto è profonda la buca dei conigli."

Neo prende la pillola rossa, che lo sveglia dal sogno di realtà virtuale in cui ha vissuto tutta la sua vita: un sogno che è stato caricato direttamente nel suo cervello mentre, in realtà, il suo corpo è stato attaccato a macchine parassite. Queste macchine traggono energia da miliardi di corpi di umani sognanti tenuti in grandi allevamenti meccanici.

Rothbard è stato il mio Morpheus, così come lo è stato per innumerevoli altri libertari, e i suoi scritti sono stati la mia Pillola Rossa. Leggerli mi ha fatto capire che io, come Neo, ero nato in schiavitù: schiavitù per lo stato, che è un parassita succhia-vita che alleva uomini nascondendo la sua vera natura sotto un velo di normalità e legittimità, tramite bugie che aveva forzato sulla mia mente sin da quando ero piccolo.

L'analisi rothbardiana dello Stato si inseriva nella tradizione di Lysander Spooner, Franz Oppenheimer, Albert Jay Nock e Frank Chodorov. Questa tradizione aveva costruito una teoria della giustizia che non faceva eccezioni per lo stato e un'analisi sociologica dello stato che ne rivelava la vera natura e la vera funzione.

Qualsiasi siano le funzioni benigne e generose accordate allo stato dai suoi adoratori, e qualsiasi funzione limitata sia stata concessa allo stato persino dai filosofi liberali del "contratto sociale" come Locke, coloro che all'atto pratico tengono le redini dell'apparato del potere statale perseguono i loro stessi propositi. E' il loro uso e sviluppo dello stato a determinarne la vera funzione. E quella funzione non è, come disse Gouverneur Morris, quella di prendere parte della proprietà della cittadinanza "per la sicurezza della parte rimanente."

No, lo stato non tassa per essere in grado di proteggere. Lo stato protegge (con inettitudine) per poter tassare. E' un criminale non comune che dice ad un criminale comune: "Via le mani, queste sono le mie vittime." E' un "monopolio del crimine", nelle parole di Nock; un "brigante", nelle parole di Spooner, però ancor peggio di un brigante, che, per tutte le sue colpe, almeno "non cerca, in aggiunta ad avervi rapinato, di fare di voi i suoi burattini o i suoi schiavi." E' un'orda di invasori, come spiegò Oppenheimer, che si accomoda e prende possesso, limitando prudenzialmente ciò che estrae in modo da non uccidere il suo ospite.

Rothbard sistematizzò queste analisi e poi costruì a partire da questa base, specialmente in For a New Liberty (1973), Anatomy of the State (1974) e The Ethics of Liberty (1982). Mostrò come "lo Stato non sia nulla di più o di meno di una banda di briganti in larga scala...". Uno dei contributi più importanti di Rothbard a questa tradizione è stata l'integrazione con le intuizioni di Étienne de La Boétie, David Hume e Ludwig von Mises, arrivando a spiegare come queste "bande di briganti" nascondono la loro natura criminale sotto un velo di legittimità, intessuto dagli intellettuali di corte e drappeggiato davanti ai nostri occhi dalle scuole pubbliche e dai media dominati dallo Stato. Questi lacchè abbindolano e indottrinano il pubblico in cambio di una fetta del bottino.

Insomma, lo Stato è un predatore previdente, che progredisce con prudenza nel suo parassitismo, sostenuto dalla propaganda.

Morpheus mette in guardia Neo saggiamente: "Ricorda: tutto quello che offro è la verità. Nulla di più." Dopotutto, la verità può essere una cosa terribile su cui aprire gli occhi. La vita virtuale di Neo fatta di lavoro d'ufficio, Internet e vita sociale viene spazzata via quando si sveglia in una realtà infernale di capsule prigioni e robot che uccidono.

Può non essere così drammatico a vedersi, ma anche la Pillola Rossa di Rothbard assesta un pugno infernale che può far vacillare. E' profondamente destabilizzante vedere scivolare via il velo di legittimità e eufemismo da istituzioni precedentemente ammirate.

Quella preziosa scuola pubblica a cui passate vicino ogni giorno viene rivelata quale campo di indottrinamento e sedazione, in cui sono ripetute monotone e raccapriccianti dichiarazioni di sottomissione e viene inculcata la venerazione per i leader più sanguinari nella storia dello stato.

Il poliziotto eroico nella macchina dietro di voi viene rivelato quale rapinatore da strada, cacciatore di schiavi e brutale fascista, che alla prima buona occasione vi aggredirà, vi ammanetterà e vi ingabbierà per profitto, se avete il tipo sbagliato di erbaggio sulla vostra persona, e può gettarvi a terra e picchiarvi o spararvi una pallottola in testa se in qualche modo lo fate arrabbiare.

Le guerre in difesa della libertà che vedete raccontate in TV, persino le "guerre buone" nel vostro libro di storia, vengono rivelate quali atrocità corrotte fatte di assassinio di massa e terrorismo.

I "buoni" diventano cattivi e molti "cattivi" diventano vittime, in quanto il vostro intero mondo si inverte.

Nel film The Matrix, il personaggio di nome Cypher rimpiange profondamente di non aver preso la Pillola Blu e cerca attivamente di resettare la sua mente in modo da dimenticare la realtà e tornare al sogno. "L'ignoranza è felicità", dice con nostalgia. Analogamente, la vera natura dello Stato è per alcuni una verità troppo dura da accettare, persino per molti libertari. Queste persone avranno spesso una reazione visceralmente negativa a Rothbard, perché Rothbard dà sempre direttamente la Pillola Rossa, senza edulcorazioni e senza giri di parole.

Per altri, come Neo, vivere una bugia piacevole ma profondamente sospetta è di gran lunga più straziante rispetto a guardare dritto in faccia la realtà, terribile come è in molto modi, e dedicarsi al duro lavoro necessario per cambiarla. Questi individui saranno persino rinvigoriti dalla chiarezza morale che si acquisisce con naturalezza rinnegando i doppi standard. Questo potrebbe spiegare almeno in parte la fragorosa risata sempre pronta di Rothbard stesso (molto lontana dal perpetuo atteggiamento da cane bastonato di Neo) e il suo amore per la vita oltre a quello per la libertà.

Come quella di Morpheus, la Pillola Rossa di Rothbard offre la verità, e nulla di più. Per molti, però, la verità dà un'euforia naturale come null'altro dà.

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MM

Qualche nota sulla "pillola rossa".
Non si arriva ad una visione del mondo completamente diversa da quella di tutti gli altri intorno a sé e da quello che si è sempre saputo senza ricordare bene di aver preso, ad un certo punto, una "pillola rossa". La mia non fu certo Rothbard, anzi fu anni prima di sapere anche solo il nome di Rothbard. Di "pillole rosse" pronte da prendere ce ne sono a bizzeffe, adesso con Internet è molto facile. Anche se poi si trova un equilibrio, eventualmente anche molto migliore di quello precedente, la sensazione di sconvolgimento è indimenticabile. Esternamente può non vedersi, ma si viene scagliati via violentemente dal mondo come lo si conosce. Però, come dice Sanchez, la "pillola rossa", la verità, porta ad uno stato naturale di euforia, entusiasmo e alla fine anche serenità, come nulla conosciuto prima.

L'analogia delle pillole nel film è in parte fuorviante. Innanzitutto, nella realtà la "pillola blu" è una strada facile, immediata, non richiede sforzi, e tutti intorno dicono "Bravo!"; al contrario, la "pillola rossa" è una strada stretta, irta di ostacoli e di tranelli, faticosa, e tutti intorno dicono "ma cosa fai?!". La "pillola rossa" non è una collezione di informazioni; richiede soprattutto riflessione personale e la disponibilità a mettersi in discussione. Anche solo leggere Rothbard non è certo facilissimo; capire quello che dice, poi, richiede di pensare autonomamente.

Soprattutto, però, l'analogia delle pillole non fa risaltare il fatto che in realtà noi non siamo nati schiavi, ma siamo diventati schiavi volontariamente. Lo stesso concetto espresso nel Vangelo è molto più vero e completo: "Signore, perché parli loro in parabole?" "Perché hanno occhi per vedere ma non guardano; hanno orecchi per sentire ma non ascoltano; e il loro cuore è ingrassato." Quindi abbiamo in noi le facoltà per vedere la verità, per essere liberi, ma siamo noi a non usarle. Così finiamo schiavi di chi in realtà è ancora più schiavo di noi.

La "pillola rossa" è una strada che non finisce mai ed è soprattutto un viaggio dentro se stessi. Imparare nozioni sul mondo e pensare di non essere null'altro che spettatori non è la vera pillola rossa. Passare dall'odio per, ad esempio, Berlusconi, ad incolpare di tutto, che so, gli Illuminati, significa aver mancato completamente il punto fondamentale.
Per questo non sono del tutto d'accordo con Rothbard: la sua analisi dello Stato è formidabile e verissima, ma a me sembra che la conclusione non sia dover odiare lo stato, e neanche abolirlo del tutto. In questo si nota la differenza tra l'ateo Rothbard e, ad esempio, il cristiano Ron Paul. La "pillola rossa", presa fino in fondo, porta a capire che il motivo per cui siamo schiavi, e il motivo per cui lo stato ci fa schiavi, è che ci sono odio, invidia e paura nei nostri cuori.

 

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