Qualche bella riflessione di Hazlitt su moralità e libertà

Bob Luddy (LewRockwell.com, 30 marzo 2019 - da The American Spectator)

Questo articolo è basato sulla mia recente presentazione al Mises Institute ad Auburn, Alabama, intitolata: "Henry Hazlitt’s Long-Term Economic Thinking: Foundation of Entrepreneurial Excellence". Qui esplorerò la moralità quale tema fondante di Hazlitt in economia.

Henry Hazlitt è considerato uno dei migliori giornalisti finanziari del ventesimo secolo. "Fu un gigante del giornalismo finanziario", come fece notare Jim Grant nella sua presentazione al Mises Institute nel 2014 intitolata “Hazlitt, My Hero.”

Oltre all'attività come giornalista, Hazlitt fu il prolifico autore che sintetizzò l'economia in "una lezione" nel 1946.

Economics in One Lesson era basato, in parte, sul saggio di Frederic Bastiat Ciò che si vede e ciò che non si vede: in esso Hazlitt affronta l'importanza di aspetti dell'economia di cui non si parla mai, perché non accadono mai subito. Hazlitt fa un passo ulteriore, riassumendo l'economia non semplicemente come una serie di transazioni con implicazioni nascoste, ma in termini di effetti di lungo termine che durano ben oltre gli effetti di breve termine di ogni principio o misura economica.

Hazlitt scrisse più di venti libri, fu il principale editorialista su finanza ed economia del New York Times per dodici anni e commentatore per Newsweek per vent'anni. I suoi scritti furono incisivi ed influenti. Inoltre, egli ebbe un ruolo significativo nel supportare, introdurre e spiegare le idee di Ludwig von Mises e Friedrich Hayek.

Sebbene incisive, le opinioni di Hazlitt erano comunque oggetto di critica. Si oppose a molte popolari iniziative del governo del suo tempo: il New Deal, gli accordi di Bretton Woods, il piano Marshall. Questa opposizione portò al suo congedo dal New York Times e contribuì a porre termine alla sua ventennale collaborazione con Newsweek.

Henry Hazlitt metteva i lettori in grado di pensare non solo chiaramente ma anche correttamente. Come indicato dal suo allontanamento dal New York Times, il governo e le organizzazioni pretendevano ottemperanza alle idee correnti e punivano i pensatori critici. Il pensiero economico di Hazlitt era rivoluzionario, ma i suoi pensieri sulla moralità erano fondamentali.

Nel libro The Foundations of Morality Hazlitt definisce la moralità come "non la subordinazione dell''individuo' alla 'società' bensì la subordinazione degli obiettivi immediati a quelli di lungo termine". Come nella sua comprensione dell'economia, egli capiva che gli interessi di lungo termine dell'individuo sono al servizio degli interessi di lungo termine della società.

Gli interessi di lungo termine dell'individuo dipendono dalla cooperazione sociale. Come egli evidenzia: "La cooperazione sociale è il mezzo primario tramite il quale la maggioranza di noi raggiunge gran parte dei suoi fini". (The Foundations of Morality, p. 13.)

Questi importanti principi sono spesso perduti nella nostra società di oggi. La sfida per gli imprenditori e i leader è focalizzarsi sul lungo termine, nonostante l'enorme pressione a pensare solo sul breve periodo.

Le recenti giravolte del mercato borsistico, basate sulle paure di tariffe o maggiori tassi di interesse, illustrano come i mercati reagiscono in tempo reale agli effetti delle politiche correnti. Assistiamo alla parata di lobbysti che cercano i favori del governo, come prestiti, crediti fiscali e tariffe.

Inoltre, assistiamo ad una processione di imprenditori di successo, così come leader in tutti i campi, che cadono dalla grazia a causa della mancanza di moralità. Questi individui possono avere idee brillanti, ma hanno perso di vista il lungo termine e non hanno imparato la più importante lezione di Hazlitt sulla moralità: è richiesta alta integrità per la sostenibilità di un'impresa sul lungo termine.

Il mercato richiede leader morali perché il mercato non può funzionare senza integrità.

In aggiunta alla moralità, Hazlitt esprime molto chiaramente quanto la libertà sia necessaria: "La libertà è la base essenziale, il sine qua non, della moralità... solo quando gli uomini sono liberi possono essere morali". (Foundations of Morality, 267-268.)  Questa libertà si applica direttamente agli imprenditori: Per poter avere la libertà di avere successo, dobbiamo avere la libertà di fallire.

Per Hazlitt, il capitalismo permette la libertà, non ostacola la libertà: "Il capitalismo moderno non è un sistema inevitabile o ineluttabile, bensì uno che è stato scelto dagli uomini e donne che vivono in questo sistema. È un sistema di libertà". (Foundations of Morality, 321.)

Le fondamenta del nostro paese vengono scosse dalla mancanza di moralità nella gente di oggi: è imperativo integrare il pensiero di lungo termine nelle nostre famiglie, le nostre scuole, i nostri posti di lavoro. Vi invito a indossare il mantello di Hazlitt ed essere coraggiosi nella scrittura, nei dibattiti e nell'insegnamento della moralità e del pensiero di lungo termine.

Come disse Hazlitt stesso: "I tempi richiedono coraggio. Richiedono lavoro intenso. Ma se le richieste sono alte, è perché la posta in gioco è ancora più alta. Non è nulla meno del futuro della libertà, il che significa il futuro della civilizzazione".

Abbiamo bisogno di un Esercito di “Hazlitt” oggi: uomini e donne coraggiosi e saggi, che non hanno paura di dire e scrivere la verità.

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