.... e supercazzole

(1 novembre 2018) - aggiunto Epilogo 3/11/18

bitcoin2Non avevo mai prestato troppa attenzione al bitcoin. Consideravo chiaro sin dall'inizio che si trattasse di una moda senza fondamento destinata a sparire. Seguo le vicende del bitcoin se non proprio dall'inizio, almeno da quando un bitcoin valeva 50 dollari.

Tra i libertari, c'è stato l'ovvio entusiasmo per qualcosa che permette scambi di denaro "decentralizzati" e anonimi. Ovviamente, qualsiasi cosa riguardi il libero scambio tra individui è vista con favore in ambito libertario. La presenza sul mercato di "monete private" è senz'altro una cosa positiva.

Però....

Questo non significa che qualsiasi cosa sia "libera", "privata", "decentralizzata" debba per forza essere una cosa buona o, solo per questo, realizzare fantasie di libertà. Soprattutto chi dichiara di conoscere l'economia austriaca, dovrebbe sapere che è qualcosa di estremamente serio e rigoroso. Fare riferimento ai principi dell'economia austriaca e alla sua critica alle banche centrali non dovrebbe essere il punto di partenza per elucubrazioni che sono un oltraggio proprio ai fondamenti dell'economia austriaca stessa.

Tra gli economisti austriaci d'oltreoceano, la posizione sul bitcoin non è stata unanime. Certamente, è stata unanime la posizione sul fatto che lo scambio in bitcoin dovrebbe essere libero, senza interventi degli stati. Ma sulla natura del bitcoin, soprattutto rispetto alla domanda "può il bitcoin diventare denaro o è una bolla?"  non tutti sono stati categorici. Cioè, praticamente tutti hanno affrontato la domanda dicendo "Adesso certamente non è denaro", con diversi gradi di possibilismo sul fatto che possa diventarlo.

Robert Wenzel, Gary North, Frank Shostak sono alcuni dei nomi che vengono in mente tra coloro che hanno da subito sostenuto che si tratti di un fenomeno passeggero quando non espressamente di uno "scam". Lo stesso Ron Paul, con la consueta gentilezza e senza offendere nessuno, ha fatto capire tra le righe che non crede nel bitcoin come moneta. Jeffrey Tucker lasciò il Mises Institute al tempo del suo innamoramento per il bitcoin. Forse il suo entusiasmo non era esattamente condiviso. Probabilmente ha fatto un sacco di soldi, come prevedeva. Buon per lui. Non conosco altri tra gli austriaci americani che abbiano espressamente consigliato investimenti in bitcoin.

All'inizio di quest'anno, come ho raccontato in La \"fiducia nella moneta\", il gold-standard e il bitcoin, mi è capitato di parlare con alcune persone, poi ci sono stati accesi scambi sul bitcoin su FB. È così che ho saputo di un certo Giovanni Birindelli, noto tra i libertari italiani e una delle voci più entusiaste (e considerate più autorevoli) a favore del bitcoin. Ho scoperto recentemente che è un entusiasta del bitcoin, e promuove incessantemente l'investimento in bitcoin, anche Francesco Simoncelli, un giovane blogger libertario. Simoncelli ed io siamo forse gli unici in Italia a condividere una passione sfrenata per Gary North, ma evidentemente lui non ne è ha una grande opinione quando si tratta di analisi sul denaro. Per me è una delle aree in cui Gary North è imbattibile. E Gary North sulle criptovalute è categorico. A me sembra dovrebbe esserlo chiunque abbia assorbito i principi dell'economia austriaca.

E così sei mesi fa ho letto la presentazione di Birindelli sul bitcoin, che mi ha fatto inorridire. Si parte da solidi principi di economia austriaca per arrivare a promuovere tutt'altro. Penso sia chiaro perché un austriaco si indigna: il rigore, la serietà, la profondità dell'analisi austriaca sono presi a riferimento per un torrente di affermazioni ingannevoli, contando sul fatto che la gente non noti i salti logici. Anche Simoncelli non è da meno.

La scuola austriaca critica la moneta fiat statale e mette in guardia contro gli effetti nefasti del potere delle banche centrali di inflazionare la moneta. È l'unica scuola di pensiero economico a farlo. Questo viene preso come spunto per affermare "allora è meglio una moneta fiat non inflazionabile", dicendo che il bitcoin, per il fatto di "essere in numero limitato", sarebbe appunto quello.

Però la scuola austriaca dice anche che il denaro non può sorgere fiat. Quello che fa lo stato è rendere fiat la moneta che prima non lo era. Lo stato agisce da parassita su un mercato e un denaro che esistevano già.

Qui i sostenitori del bitcoin hanno un problema. Devono sostenere che il denaro fiat di oggi non ha alcuna relazione con l'oro del passato (altrimenti sarebbe chiaro che il bitcoin non può diventare denaro), ma al tempo stesso devono trovare una ragione per sostenere che il bitcoin sarebbe meglio del denaro fiat di oggi. Ecco allora cosa escogitano: il denaro fiat di oggi non ha alcuna relazione con l'oro del passato; il denaro di oggi sta in piedi nonostante sia fiat e lo stato lo inflazioni perché lo stato ne impone l'uso; lo stato può far collassare il denaro tramite l'inflazione; il bitcoin è fiat ma non inflazionabile, quindi sarebbe meglio ed è un'assicurazione contro il collasso del denaro statale. Bello, no?

Sembrerebbe chiaro che sia una trappola. In realtà il denaro attuale sta in piedi per il suo legame con l'oro nel passato; lo stato può farlo collassare, ma lo stato non può imporre una moneta nata fiat. TUTTE le monete in uso nel mondo sono derivate per passi successivi da monete auree. Non è una coincidenza. Non è che gli stati non abbiano provato ad imporre monete fiat. Semplicemente non è possibile, perché non c'è un valore di riferimento per la formazione dei prezzi. Una volta che una moneta si sia affermata sul mercato e sia usata universalmente per gli scambi, allora lo stato ne può imporre il monopolio e passo dopo passo farla diventare fiat, senza che la gente, fino a quando non si instaura l'iperinflazione, se ne accorga.

E così i promotori del bitcoin sono costretti a sostenere da una parte che la valuta fiat di oggi stia in piedi solo grazie allo stato, dall'altra che il problema della moneta fiat sia che l'inflazione da parte dello stato la possa far collassare. Senza battere ciglio, affermano entrambe le cose.

Ma cosa, allora, farebbe stare in piedi una nuova valuta fiat non centralizzata? Non essendo una domanda facile, i sostenitori del bitcoin pensano pensano pensano e... boom, ovvio no?, il bitcoin diventerà una moneta quando "ci sarà la fiducia". Il denaro non è questione di valore intrinseco dell'oro, ma di "fiducia", spiegano con l'aria di chi ha avuto un'intuizione geniale.

Ovviamente, certo che il denaro è questione di fiducia. L'oro ha sempre ispirato fiducia grazie alle sue caratteristiche. Dire "il bitcoin diventerà denaro se ci sarà la fiducia" è un modo circolare di ribadire la domanda senza rispondere. Classica tattica per abbindolare polli.

Ma c'è il problema della volatilità. I sostenitori del bitcoin ad un certo punto si trovano di fronte all'obiezione che la "stabilità di valore" è la caratteristica principe del denaro. Ecco cosa ha pubblicato Simoncelli (in una traduzione con tanto di citazioni di Hayek e Mises) ieri:

La soluzione a questo problema potrebbe essere il DAO, che sta per "organizzazione autonoma decentralizzata". I membri di tale DAO si organizzano in modo indipendente. Per quanto riguarda la gestione di una moneta stabile, i membri di un DAO avrebbero il compito di garantire la stabilità del potere d'acquisto. La stabilità sarebbe promossa attraverso una struttura di incentivi incorporata nel codice di programmazione della moneta. Il progetto Maker DAO lanciato di recente sembra mantenere una tal promessa. Lo stable coin di Maker, chiamato DAI, è ancora molto giovane, ma è già diventato popolare tra molti utenti.

Fantastico, non è così? Il potere d'acquisto della nuova valuta sarebbe regolato da "algoritmi decontralizzati" controllati da un gruppo di individui, con "una struttura di incentivi incorporata nel codice di programmazione".  Le banche centrali vi fanno un baffo!

E tanti saluti all'analisi prasseologica, alle decisioni individuali, all'ordine spontaneo del mercato.

Chissà cosa penserebbe von Mises, il suo nome collegato a roba simile. Lo possiamo immaginare mentre si rivolta nella tomba.

Come austriaci, siamo impegnati in una battaglia intellettuale molto seria contro statalisti di ogni tipo che vogliono imporre il parassitismo statale sugli individui. Ma in questo modo, sostenendo affermazioni senza sostanza sulle criptovalute, non si può far altro che ridicolizzare la posizione libertaria. Gli statalisti non stanno aspettando altro.

Come con tutti gli scam, il risveglio non sarà piacevole. Molta gente ingenua perderà un sacco di soldi. Ed è questo il motivo per cui scrivo. Che sia chiaro, l'economia austriaca non c'entrava nulla.

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Epilogo (3/11/18)

In seguito questo articolo è stato condiviso su Facebook (da alcuni gruppi, tra cui Stato Minimo), così mi è capitato di battibeccare con Simoncelli.

Ad un certo punto ha scritto:

Chiunque abbia scritto che il valore è stabile grazie agli algoritmi non ha idea innanzitutto di come funzionano le criptovalute, né ha idea di come si approccia la prasseologia a tale mondo, né di cosa sia la prasseologia.

Ho detto allora che l'aveva scritto lui, nell'articolo che ho citato. E lui ha detto:

Attenzione, con DAO non si intende necessariamente un "algoritmo", ma uno smart contract o addirittura persona fisiche (come funziona con DASH, ad esempio, ed i relativi masternode). In secondo luogo, si tratta di esperimenti e non di utilizzi forzosi.

Ho scritto che così non cambiava molto. Allora lui ha scritto:

Prendo atto che sarebbe meglio un FOMC controllato da persone non elette rispetto a dei masternode accessibili da chiunque abbia abbastanza interesse in un progetto da puntarci in prima persona per avere voce in capitolo. Comunque questi esperimenti sono per i feticisti della stabilità e se falliranno o avranno successo sarà il mercato a deciderlo, inoltre non c'entrano nulla con bitcoin. E' un mondo in divenire ed è pura azione umana in atto, senza la presenza di una organizzazione top-down.

Allora ho scritto:

Alla faccia della supercazzola!

In questo periodo di accese discussioni sul bitcoin, ho sentito talmente tante supercazzole da esserne frastornata.
Ma il numero di supercazzole non ha fatto altro che aumentare il mio grado di certezza: è uno scam, fate attenzione.

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