Ludwig von Mises sul business cycle

Frank Shostak (mises.org, 14 novembre 2016)

Nella fase di recessione di un ciclo economico, ci sono attività prima in espansione che cominciano ad avere difficoltà o ad andare in perdita. Succede non a causa di errori imprenditoriali legati all'attività specifica, ma piuttosto succede in tandem con interi settori dell'economia. Gente ieri molto benestante oggi è diventata povera. Fabbriche ieri piene di lavoro oggi vengono chiuse e ci sono lavoratori che si ritrovano disoccupati.

Gli imprenditori stessi sono confusi riguardo al perché. Non riescono a dare un senso al fatto che certe pratiche aziendali in attivo fino a ieri siano in perdita oggi. Cattive condizioni per gli affari emergono quando meno lo si aspetta - proprio quando tutti ritengono che stia emergendo una nuova era di crescita costante e rapida.

Nei suoi scritti, Ludwig von Mises argomentò contro la spiegazione prevalente del ciclo economico offerta dalle teorie di sovra-prduzione e sotto-consumo, e affrontò criticamente varie teorie basate su nozioni vaghe di psicologia di masse e shock imprevisti.

Secondo la spiegazione psicologica, un aumento della fiducia della gente riguardo alle future condizioni di mercato fa sorgere il boom economico. Invece, un'improvvisa caduta della fiducia mette in moto la stagnazione delle attività.

Osservare un ciclo economico versus spiegare un ciclo economico

Ora, non ci può essere alcun dubbio che durante una recessione la gente abbia meno fiducia riguardo al futuro di quanta ne abbia in tempi di crescita. Però osservare questo fenomeno non equivale a spiegarlo.

Similmente, le teorie che identificano vari shock e perturbazioni quali causa centrale dietro ai cicli di boom e crisi non fanno avanzare la nostra conoscenza sul ciclo di boom e crisi.

Nessuna di queste teorie spiega come accade il ciclo, o perché abbia natura ricorrente.

Per arrivare ad una spiegazione corretta, sosteneva Mises, dobbiamo seguire le tracce dei cambiamenti nelle condizioni economiche indietro fino a fenomeni precedentemente stabiliti e identificati, ed è precisamente questo che tali teorie non fanno.

Quindi, Mises concludeva, queste teorie non forniscono alcuna spiegazione del ciclo economico, e non fanno altro che descriverlo in modo differente.

Mises sosteneva inoltre che i vari metodi statistici e matematici sono solo un altro modo di descrivere ma non di spiegare gli eventi. I metodi statistici rendono possibile generare grafici delle fluttuazioni dei dati ma non accrescono la nostra conoscenza riguardo alla causa di quelle fluttuazioni.

"Commodity Credit" o "Circulation Credit"? 

Mises faceva una distinzione tra credito basato su corrispondente risparmio e credito senza corrispondete risparmio. Definì il primo tipo di credito come "commodity credit" e il secondo tipo come "circulation credit".  E' il "circulation credit" a giocare il ruolo chiave nell'insorgenza del processo di ciclo di boom e crisi.

Considerate un produttore di beni di consumo che consuma solo parte di quanto produce. Nell'economia di mercato, il nostro produttore potrebbe scambiare i beni che non consuma con denaro. Il denaro che riceve può essere visto come una ricevuta, per così dire, per i beni prodotti e risparmiati.

La ricevuta rappresenta il suo diritto ai beni. Egli può quindi decidere di prestare il denaro ad un altro produttore attraverso la mediazione di una banca. Prestando il denaro del risparmiatore originale, il prestatore trasferisce il diritto su risparmi reali.

Colui che riceve il prestito può ora usare il denaro - cioè, il diritto ai beni - per assicurarsi beni di consumo che lo sosterranno mentre è impegnato nella produzione di altri beni (ad esempio, strumenti e macchinari).

Il credito in questo caso corrisponde completamente a risparmi reali e permette l'espansione di strumenti e macchinari. Con infrastrutture migliori è ora possibile produrre non solo beni in maggiore quantità, ma anche beni di migliore qualità. L'espansione di ricchezza reale è ora possibile. Quando un risparmiatore presta il suo denaro, rinuncia ai suoi diritti su beni reali per la durata del prestito.

In un'economia di mercato lasciata libera, chi riceve denaro a prestito usa i risparmi assicurando che i risparmi siano impiegati nei modo più efficiente: generando profitti. Ciò significa che i risparmi reali sono impiegati in accordo alle priorità più importanti per i consumatori. Possiamo quindi concludere che, fintanto che le banche facilitano il "commodity credit", esse possono essere viste come agenti di generazione di ricchezza.

Invece, quando le banche intraprendono il prestito di "circulation credit" nei fatti esse diventano agenti di distruzione di ricchezza.

A differenza del "commodity credit", il "circulation credit" non corrisponde ad alcun risparmio reale. Questo tipo di credito è solo un diritto vuoto creato dalle banche. Nel caso di "commodity credit", chi riceve un prestito si assicura beni che sono stati prodotti e risparmiati per lui.

Non è così per il "circulation credit". Qui non abbiamo produzione e risparmio d beni. Una volta che chi riceve il prestito usa i diritti senza corrispondente risparmio, questo avviene a spese di chi possiede diritti corrispondenti a reale risparmio. In questo modo, il "circulation credit" danneggia i reali generatori di ricchezza.

Ora, come risultato dell'aumento nella quantità di "circulation credit" i tassi di interesse calano sotto al tasso naturale, cioè il tasso che sarebbe stabilito da domanda e offerta se beni reali fossero prestati direttamente senza l'uso di denaro. (Nel suoi articoli successivi, Mises si riferiva al tasso naturale come il tasso che si stabilirebbe in condizioni di libero mercato.)

Come il "circulation credit" innesca i cicli economici

Come effetto dell'abbassamento artificiale dei tassi di interesse, le imprese intraprendono vari progetti nuovi di uso del capitale per espandere e allungare la struttura della produzione. Prima dell'abbassamento dei tassi di interesse, questi progetti non apparivano redditizi. Ora, tuttavia, dal momento che i tassi di interesse sul denaro sono mantenuti sotto il tasso naturale, l'attività economica si espande e emerge il boom economico.

L'abbassamento forzato dei tassi di interesse porta all'esistenza di processi di produzione che altrimenti non sarebbero stati intrapresi. Viene creata una struttura di produzione che produce beni e servizi che in realtà i consumatori non si possono permettere.

Invece di usare la limitata quantità di mezzi di sussistenza per produrre strumenti e macchinari che genereranno beni di consumo in cima alla lista individuale di priorità, i mezzi di sussistenza sono sprecati in beni capitali indirizzati alla produzione di beni di consumo a bassa priorità.

Ad un certo punto, i produttori di tali beni scopriranno che non possono generare profitti o persino completare i loro progetti. Quello che abbiamo qui non è sovra-investimento bensì investimento maldiretto o malinvestimento.

L'espansione della struttura della produzione richiede tempo e i limitati fondi di sussistenza potrebbero non essere sufficienti a sostenerla. Se il nuovo flusso della produzione di beni di consumo non emerge sufficientemente in fretta da rimpiazzare i beni di consumo attualmente utilizzati, il fondo di sussistenza va sotto pressione.

Ad un certo punto nel tempo, le banche scoprono che le attività marginali stanno cominciando ad avere prestazioni inferiori alle attese. Questo fa sì che le banche rallentino l'espansione del "circulation credit", il che a sua volta pone una pressione al rialzo sui tassi di interesse. Come effetto, tutto questo comincia a minare varie altre attività (non marginali), risultando spesso l'evento che fa precipitare verso la crisi economica.

Mises scrisse che la fase di crisi del ciclo economico potrebbe essere innescata da altri eventi. L'espansione della quantità di denaro arricchisce i primi riceventi del denaro. Questi individui che sono ora diventati più ricchi come effetto del denaro ricevuto potrebbero alterare le loro abitudini di consumo.

Questo potrebbe spingere le attività ad adattarsi alla nuova situazione. Una volta che il tasso di espansione del denaro rallenta o si ferma, le nuove modalità di consumo non possono essere sostenute e la nuova struttura capitale diventa non redditizia e deve essere abbandonata.

Non sorprende che Mises si opponesse fortemente all'idea che le banche centrali debbano imporre tassi di interesse "bassi" durante una recessione con l'obiettivo di continuare a 'far andare' l'economia.

Al contrario, egli credeva che chi decide le politiche non dovrebbe ricorrere all'abbassamento artificiale del tassi di interesse, ma invece trattenersi da ogni tentativo di gestire l'economia tramite la politica monetaria.

Limitando l'interferenza negli affari economici, le banche centrali forniscono spazio vitale ai generatori di ricchezza e pertanto pongono le fondamenta per una ripresa economica duratura.

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Nota [MM]
Sulla teoria del ciclo economico: Introduzione all'economia - 5. L'espansione del credito e il business cycle

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