Quando meno te lo aspetti, il colpo da maestro

(29 gennaio 2019) - con update sotto l'articolo

Ah ah ah! Trump ancora una volta scompiglia le carte in tavola e prende tutti alla sprovvista.

Era lì quatto quatto impegnato nella battaglia "muro contro muro" con i democratici, trincerato alla Casa Bianca per mostrare che non scherzava sulle sue promesse elettorali. Intanto cresceva il supporto degli americani per il progetto del muro al confine con il Messico (lasciamo da parte qui se sia un progetto meritevole o meno).

Nel frattempo in Venezuela le cose ribollivano. Maduro si auto-rinaugurava presidente, mentre l'opposizione contestava la legittimità della sua elezione. I fatti li conoscono tutti. Trump dichiara che "il popolo venezuelano ha sofferto troppo per il regime di Maduro" e riconosce come presidente ad interim legittimo il giovane presidente della Assemblea Nacional, Juan Guaidó, verosimilmente preparato allo scopo da innominabili reparti del governo americano. Folle enormi riempiono Caracas protestando contro il regime. Seguono dichiarazioni di appoggio di Pompeo, Pence, Bolton e variegata compagnia neocon. Vari paesi occidentali e sudamericani si uniscono al coro. Il fattore cruciale, l'esercito, dichiara la sua fedeltà a Maduro. Critiche indignate di "tentato colpo di stato" si levano da Russia, Cina, Iran, Turchia, oltre a Messico, Cuba e altri paesi latino-americani.

Si allineano alle critiche a Trump anche voci libertarie, a cominciare da Ron Paul, che naturalmente sottolinea come l'interventismo non faccia che peggiorare le condizioni dei popoli che si proclama di voler aiutare. Si fanno parallelismi con gli interventi disastrosi in Iraq, Siria, Libia, Ucraina, Afghanistan, solo per citare i più recenti e noti. La presenza di CIA e neocon in Venezuela contro lo chavismo data da vent'anni, senza il minimo successo. Bolton arriva ad affidare la gestione dell'azione americana in Venezuela allo stesso impresentabile individuo che aveva organizzato il fallito colpo di stato contro Chavez nei primi anni 2000. L'ineffabile Bolton arriva a lasciarsi sfuggire pubblicamente che gli Stati Uniti "si riprenderanno il petrolio del Venezuela".

Trump è subissato da critiche. Come ormai abbiamo sentito tante volte, da più parti Trump è accusato di "stupidità" e "incompetenza".  Il riconoscimento di Guaido sarà il preludio ad una sanguinosissima guerra civile? Forse ad una enorme guerra regionale con il coinvolgimento di Russia e Cina?
Tutta la narrativa sul Venezuela ricorda quella di passati e fallimentari interventi americani di "regime change", accompagnati da propaganda menzognera.

E tuttavia....

E tuttavia in questo caso le cose sono molto diverse. Intanto non siamo in qualche paese del Medio Oriente o dell'Europa dell'Est. Qui siamo in America, alle porte degli Stati Uniti. E a denunciare il regime di Maduro in tutti questi anni sono stati proprio i libertari.

L'incubo socialista, le misure di controllo dei prezzi e di nazionalizzazione delle industrie, la popolazione che sprofonda in uno stato di sempre più miserevole povertà, mentre il governo rafforza sempre più uno spietato e inamovibile potere grazie alla stampa di denaro. Sono proprio i libertari a denunciare perché il Venezuela non poteva che finire così. La gente venezuelana tenta di ribellarsi al regime ma lo sbilanciamento di forza causato da disarmo della popolazione, stampa di denaro senza freni, dal conseguente regime poliziesco, rendono la popolazione praticamente inerme. Da anni ci auguriamo tutti la fine a breve di questo odioso regime.

In Venezuela è vero che la gente odia visceralmente il regime che ha ridotto il paese alla fame ed è vero che vorrebbe farlo cadere.

Tutto è pronto per il colpo da maestro, offertogli su un piatto d'argento. Trump in un colpo solo incassa il plauso della popolazione venezuelana e dei popoli del mondo intero, offre una pietosa e immeritata via di riscatto ai maldestri neocon che è costretto a tirarsi dietro e che lo hanno attaccato per il ritiro dalla Siria, stabilendo il suo dominio su di loro. Ristabilisce la supremazia americana sugli imbelli paesi occidentali che tanto lo hanno criticato e che senza l'America non sanno che fare. E mentre Mueller arresta Roger Stone in quella che è la (sbagliata) mossa finale dell'assurda accusa di collusione con i russi, in un colpo solo smaschera agli occhi del mondo l'ipocrisia di Russia, Cina, Iran e Turchia, che non hanno esitato a disinteressarsi totalmente delle sofferenze e della volontà del popolo venezuelano pur di difendere i loro investimenti in Venezuela.

Filotto. Strike. Ein plein.
Senza sparare un solo colpo, Trump ha già vinto e pure ristabilito quell'aura di "superiorità morale" degli Stati Uniti.

In questi giorni ho avuto qualche perplessità. Aveva fatto bene Trump o no? Alla notizia del tweet di Trump istintivamente me ne ero rallegrata e l'avevo commentata con "un altro colpo a segno per Trump" avvisando però che probabilmente ci sarebbe stata violenza. Immischiarsi non è mai la soluzione, vedi il caso di Cuba stessa, della Corea del Nord! Le sanzioni si ritorcono contro. Poi ci sono state le dichiarazioni neocon, le prese di posizione della Russia e quella di Ron Paul, e discussioni con chi difende l'interventismo americano per partito preso e ha criticato Ron Paul. Ho anche scritto a Daniel McAdams chiedendo di ammorbidire la posizione (ok che l'interventismo è sempre sbagliato, ma la popolazione del Venezuela è davvero contro Maduro, le due cose non si contraddicono).

Poi questa sera ho letto l'articolo di Pat Buchanan Se l'esercito sta con Maduro, qual è il piano B?, un'analisi lucida che descrive sia la condizione miserevole del popolo venezuelano e la brutalità del regime, sia il pericolo dell'interventismo che potrebbe finire per prolungare il regime di Maduro, offrendo nuova e giustificata linfa alla narrativa anti-USA. Chiude Buchanan con: “Assad must go!” disse Barack Obama. Bene, Assad è ancora lì — e Obama è andato via. Si dirà lo stesso di Maduro?

Allora ho capito. Il fatto è che Assad proprio non è Maduro! Davvero il popolo siriano stima Assad. Ma soprattutto Obama non era Trump. Non si dirà lo stesso di Maduro.

Trump è sempre stato contro l'intervento in Siria, da molto prima della campagna presidenziale. Ha bombardato due volte (avvisando in anticipo) quando era l'unica via possibile per mettere a tacere i guerrafondai. Alla fine ha ritirato le truppe, come aveva promesso ai suoi elettori e probabilmente a Putin.

La situazione in Venezuela si sta sviluppando e avviando verso l'epilogo per conto suo. Le dichiarazioni dei neocon, per quanto potenzialmente controproducenti, non rilevano su circostanze che non hanno creato loro.

Buchanan aveva iniziato con: “Paga i soldati. Il resto non conta.” Questo fu il consiglio sul letto di morte dato ai figli dall'imperatore romano Settimio Severo nel 211 d.C.

Sì, l'esercito è ancora con Maduro. Ancora per poco, però. Maduro non ha più di che pagarlo.

E tutti quelli che parlano per partito preso, da una parte e dall'altra, forse farebbero meglio a considerare il "fattore Trump". È meglio pensarci due volte e guardare bene, prima di credere che Trump agisca avventatamente. Mentre sono tutti lì a strillare, lui tira fuori il colpo da maestro.

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Update (30/1/19)

Ohi ohi. RT pubblica La Russia promette che difenderà i suoi investimenti petroliferi in Venezuela, che tradotto in parole povere vuol dire: "Se ci pagate almeno una buona parte dei nostri crediti dal Venezuela non metteremo i bastoni tra le ruote".  Maduro ha i giorni contati. Forse può chiedere asilo politico in Russia!

La gente venezuelana che ha creduto alla propaganda socialista ha provocato la svendita del petrolio venezuelano per anni a venire a Russia, Cina, Iran, che sulla base del petrolio hanno fatto prestiti (avventati, forse) al governo di Maduro (che probabilmente se ne è intascato una buona parte). Hanno creduto alla promessa di vivere tutti di rendita da petrolio. Mai credere a questo tipo di promesse. I venezuelani difficilmente rivedranno il loro petrolio, in un modo o nell'altro.

(1/2/19)

Ancora notizie sui russi in Venezuela, tra voci di un possibile aereo carico d'oro: Quel mistero dell’aereo russo
atterrato all’aeroporto di Caracas (IlGiornale) dove leggiamo: '“Siamo pronti ad entrare in un meccanismo di mediazione e consultazione accettabile dalle parti in Venezuela”, ha detto la Zakharova.' e 'lo stesso vice ministro delle Finanze russo, Sergey Storchak, “ha dovuto ammettere che Caracas avrà ‘probabilmente dei problemi’ a restituire a Mosca i tre miliardi di dollari che le deve. Ecco perché al Cremlino potrebbero aver deciso di correre ai ripari”.' Sembra proprio siano in corso negoziazioni. Speriamo significhi che Maduro se ne andrà (probabilmente non proprio povero) senza troppi spargimenti di sangue.

Scrive RT oggi (Il Venezuela venderà riserve auree agli Emirati senza l'aiuto della Russia): Caracas progetta di vendere 29 tonnellate d'oro agli Emirati Arabi Uniti in cambio di euro in contanti, afferma Reuters citando un funzionario importante del governo. Il denaro è necessario per fornire liquidità per importare generi di prima necessità. Secondo il funzionario, la vendita dell'oro nazionale è cominciata con l'invio di 3 tonnellate il 26 gennaio, seguendo l'export di 900 milioni di dollari di oro grezzo alla Turchia l'anno scorso.
Sospettiamo fortemente che molti di quei soldi finiscano nelle tasche di funzionari del governo che si aspettano di uscire presto dal paese! È possibile ma non così probabile che servano a pagare aiuti militari russi al regime.
Inoltre, come non notare che alla fine è con l'oro che si regolano i conti! Immaginiamo che la cryptovaluta Petro non abbia altrettanto appeal.
Vendere l'oro nazionale per avere liquidità per acquistare generi di prima necessità! Ci sarà chi crede ad una cosa simile?

Segnalo anche questo video da Fox News, Un aereo russo sta per portare fuori dal Venezuela 20 tonnellate d'oro? , in cui il russo intervistato dice apertamente che i russi vogliono una "contropartita" nel caso il Venezuela cambi regime. Il popolo venezuelano avrebbe fatto meglio a liberarsi di Maduro da solo.

Ma non è il caso di aspettarsi riforme di libero mercato: Il Presidente Guaidó rivela un gigantesco programma statale per sistemare il Venezuela (Breitbart), un programma socialista in cui il governo "aggiusta" l'economia producendo petrolio in modo tecnicamente efficiente e accettando aiuti stranieri - Niente, il Venezuela non ha ancora capito

(2/2/19)

Cominciano a cadere i pezzi: Venezuela, anche il generale dell'aeronautica contro Maduro: "Guaidó è il nostro presidente, difendiamolo" (IlGiornale) dove leggiamo "Ogni giorno ha due aerei pronti per lui, se ne vada. Il Venezuela ha già sofferto abbastanza" - Maduro sta cercando il modo di portarsi via il più possibile e trovare una sistemazione accettabile e sicura - Chissà, forse si riuscirà ad evitare scontri violenti

.. però sembra che il regime non riesca neanche a far uscire le 20 tonnellate d'oro!

Intanto il Telegraph si fa domande (un po' stupide): Il Venezuela potrebbe diventare la Guerra del Vietnam di Trump?

No. Proprio nessuno difenderà Maduro. Mai visto uno scontro più apertamente apolitico e mirato a spartirsi le risorse del paese di questo. Il popolo venezuelano è inerme proprio come erano i russi alla caduta dell'Unione Sovietica.

(3/2/19)

Sembra impossibile che il governo di Maduro sia ancora in piedi: Due leader e due piazze: primi militari con Guaidò. E Maduro ringrazia l'Italia (IlGiornale) - La situazione sta diventando ridicola

(4/2/19)

Altri pezzi che cadono, per ora ancora piano: Venezuela: Air Force General Joins Growing Number of Soldiers Renouncing Maduro (Breitbart) Ma è lo stesso della notizia su IlGiornale due giorni fa

(5/2/19)

Forse la crisi venezuelana  riuscirà a far scoppiare anche l'assurdo governo italiano: Venezuela, Salvini: "Maduro è fuorilegge. Tortura il suo popolo" (IlGiornale) - Guaido bacchetta DiBattista, e ne siamo tutti felici - Quest'unica fava del Venezuela, se tutto va per il verso giusto e credo sarà così, produrrà una pioggia di piccioni!

(7/2/19)

Anche i russi sotto sotto si preoccupano di non farci una bella figura: La Russia comincia a preoccuparsi che Maduro non possa mantenere il potere (Breitbart)

(9/2/19)

Nella confusione di questi giorni (specialmente Daniel McAdams e altri autori sul RPI hanno perso di vista la realtà specifica del Venezuela) qualche riflessione molto centrata di Doug Casey sulla tragedia del Venezuela, cause e sviluppi. Anche Casey considera Maduro "legittimo" - qualsiasi cosa voglia dire - e tira qualche frecciata immeritata a Trump, tuttavia offre una descrizione molto interessante e non ordinaria.

(10/2/19)

Russi e cinesi insistono a chiedere garanzie per i loro investimenti: Venezuela’s oil giant PDVSA moves joint ventures’ accounts to Russia’s Gazprombank (RT) dichiarando apertamente che della gente del Venezuela non gliene può importare di meno, mentre in un confuso reportage dal Venezuela un russo dichiara di smentire quanto raccontato in America sul Venezuela finendo per confermarlo nei minimi dettagli, in un racconto allucinante

(13/2/19)

Le negoziazioni entrano nel vivo: L'opposizione venezuelana potrebbe impossessarsi presto della Citgo (RT) Tutti a litigarsi il petrolio, in un pandemonio legale in cui i russi fanno la figura peggiore, dopo aver prestato soldi a Maduro in cambio di petrolio

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