Lo scontro politico oggi e cosa c'è dietro (e perché è così pericoloso)

Lew Rockwell intervista Angelo M. Codevilla (LewRockwell.com, 30 novembre 2018 - trascrizione del podcast del 16/11/18)

Rockwell:  Buongiorno, questo è il Lew Rockwell Show.  È fantastico avere come ospite d'onore il professor Angelo Codevilla. Il professor Codevilla ha ottenuto il dottorato alla Claremont University. È nato e cresciuto in Italia. È l'autore di 13 libri e numerosi articoli. È un senior fellow al Claremont Institute. È professore emerito di relazioni internazionali alla Boston University, ed è stato visiting professor a Princeton e Georgetown, ed è stato un fellow all'Hoover Institution dell'università di Harvard.

Professore, nel 2017 lei ha descritto la politica contemporanea americana come una guerra civile fredda. Nel suo articolo più recente, ha applicato la logica della rivoluzione alla corrente scena politica. Ce ne può parlare?

Codevilla:  Dunque, la rivoluzione accade quando la gente non è più disposta o non è più in grado di vivere come aveva fatto in precedenza. Questo certamente si applica al nostro paese. Non c'è più elettorato, comunque non più elettorato maggioritario, per vivere nel modo in cui abbiamo vissuto nei trascorsi 200 anni. Primariamente, la causa è che la sinistra ha deciso che essa appartiene ad una categoria superiore di esseri umani e il resto di noi appartiene ad una categoria inferiore di esseri umani che non devono essere trattati come esseri umani. Dobbiamo essere trattati come, al meglio, gente pericolosa, ignorante, malata, da essere rieducata, ma a cui certamente non devono essere concessi uguali diritti. E così per logica newtoniana, azione ingenera reazione, e il resto dell'America ha preso nota e sta dicendo "no, non acconsentiremo a questo".  Quindi non c'è più politica di persuasione, bensì politica di motivazione, ovvero i propri compagni, i propri amici contro i propri nemici. E questa è una spirale malevola. Sa Dio dove andrà a finire.

Rockwell:  Quando occasionalmente guardo la CNN o la MSNBC o ascolto la NPR, sembra davvero che ci odino. Voglio dire, sembra veramente che ci disprezzino. 

Codevilla:  Sì.

Rockwell:  Ed è una cosa notevole.

Codevilla:  Sì.  Bé, non ha nulla a che fare con Trump. Voglio dire, siamo noi che disprezzano.

Rockwell:  Siamo i deplorabili.

Codevilla:  Sì.

Rockwell:  E loro certamente ci deplorano.

Codevilla:  Ci deplorano, certo, sì. E il punto non è riformarci, no, è ricavare una certa quantità di piacere e soddisfazione nel deplorare gli altri. Tutto ciò naturalmente è, purtroppo, molto, molto umano. Però ha conseguenze molto perniciose.

Rockwell:  Ho un amico che era di sinistra e ha fatto tutta l'università a Yale come uno di sinistra. Lui dice che la cosa migliore dell'essere di sinistra è che tu sai di essere sempre moralmente superiore.

Codevilla:  Sì.

Rockwell:  Non importa che decisioni prendi, non importa cosa fai nella vita, sei moralmente superiore.

Codevilla:  È così. Bene, è proprio questo tutto ciò di cui veramente si tratta. Chi non capisce questo non capisce cosa davvero sta succedendo. Non si tratta di policy. Non si tratta di quanto si spenderà su questo o  quest'altro, o di cosa si farà riguardo ad una certa cosa o ad un'altra. No, si tratta di noi contro di loro; loro contro di noi.

Rockwell:  E loro sono gente cattiva.

Codevilla:  Sono gente cattiva. Non vedono ragione di essere niente di diverso. E questo l'hanno imparato. Non si tratta di qualcosa che può essere disattivato dalla decisione di qualche leader. Non riguarda Bernie Sanders  o, per dire, Nancy Pelosi o qualcuno di quella sorta. Si tratta di qualcosa che almeno due generazioni hanno appreso al college. Non lo mettono in discussione. E così sempre più gente che altrimenti non penserebbe a quel modo, qualcuno diciamo come Hillary Clinton, che essenzialmente è un oligarca, o proprio come abbiamo visto ieri, Sherrod Brown, senatore dell'Ohio, dire che a meno che la signora di Atlanta non vinca quelle elezioni, allora le elezioni sono illegittime. Oh? Da dove gli è venuto? Bene, molto semplicemente, gli viene dal fatto che al suo elettorato piace così. Così darà loro quello che vogliono. Non è più questione di decisioni. È fuori dalle mani -- è questo il punto che sto cercando di evidenziare -- è fuori dalle mani di individui. È un movimento che ha le proprie dinamiche.

Rockwell:  Sembra come, anche se alcuni dei democratici al Congresso non sono interamente pazzi o malvagi, essi siano spinti dai loro elettori.

Codevilla:  Sì, sì, sì.

Rockwell:  Non intendo i loro elettori nel senso normale; sono spinti dal movimento Resistance ad intraprendere tutte queste cose.

Codevilla:  Sì.  Effettivamente "The Resistance" è il loro elettorato. E, di nuovo, non è una questione di scelta da parte loro. Ora, avranno profitti, proprio come sta accadendo con Amazon e New York e la Virginia è emblematica di come queste cose funzionano ad un certo livello. Dopotutto, il comunismo non ha mai avuto a che fare con l'uguaglianza. Era incentrato sul partito, ottenere beni per il partito e per gli amici. Tutto ciò non ha nulla a che fare con alcuna copertura ideologica. La parte ideologica è odio. Il risultato ovviamente è oligarchia, il che naturalmente è quello che era l'Unione Sovietica. E non può avere risultato diverso qui. Hai il tuo odio da una parte e i beneficiari dell'odio dall'altra.

Rockwell:  Quanto di quello che era effettivamente la verità sull'Unione Sovietica abbiamo adottato qui?

Codevilla:  C'è una logica nel modo in cui ogni essere umano si comporta. Gli esseri umani troveranno una ragione per considerarsi migliori degli altri e poi ne approfitteranno. Non sono monaci. Sono gente a cui piacciono i soldi e tutte le cose che il soldi possono comprare, privacy, ecc -- questa è una vecchi storia.

Rockwell:  Sa, non sembra che la classe dominante sia sempre stata così. Cos'è successo? Voglio dire, come è stato che loro sono arrivati a questo -- fino a che punto hanno adottato tutto questo? Perché lo fanno?

Codevilla:  La classe dominante americana

Rockwell:  Sì.

Codevilla:  — è sempre stata molto variegata. Si trattava di un gruppo letteralmente diversificato di persone che si era guadagnata il potere in modi differenti e aveva idee differenti sul mondo. Poi arrivò il sistema scolastico post anni '50, molto, molto uniforme, che istruì una classe in modo molto uniforme. E le diede questo messaggio: Voi siete i migliori, siete i migliori e più abili, e tutti gli altri sono inferiori a voi. Bé, è un tipo di precetti facile da assimilare. Io sono realmente bravo, uh? Io sono veramente virtuoso. Guarda come sono non-razzista e  quanto razzisti sono tutti gli altri.

Ricordo quando ero al college -- andai al college subito dopo essere arrivato dall'Italia e in realtà non capivo l'America molto bene. Poi sono giunto a capirla. Quando alcuni della Rutgers -- a proposito, era una buona scuola anni fa

Rockwell:  sì. 

Codevilla:  andarono in Mississippi per il movimento sui diritti civili, notai che tornarono pieni di se stessi. E dissi, bé, forse non è che a loro piacciano i negri così tanto; forse a loro piacciono più loro stessi. Era tutto relativo a loro stessi e a sentirsi superiori al resto di noi. In ogni modo, era qualcosa che riuscivo a vedere come outsider, il fatto che quella gente faceva quelle cose semplicemente per sentirsi meglio riguardo a loro stessi, vis a vis gli altri.

Rockwell:  Non erano solo le università elitarie. Avveniva in praticamente tutto il sistema di istruzione superiore americano.

Codevilla:  Sì.  Naturalmente, le cose partono dall'alto. Tutto parte dall'alto. Come sappiamo, alcuni vanno ad Harvard  e non si riprendono mai.  Ma poi –

(risate)

Codevilla:  Ma poi c'è gente che non è andata ad Harvard e che vorrebbe averlo fatto. E questi sono ancora peggio.

Rockwell:  Vede qualche speranza?

Codevilla:  Sicuro.  Sicuro.  Voglio dire, guardi, la cosa bella degli Stati Uniti, una delle cose belle sugli Stati Uniti d'America è letteralmente la diversità. Voglio dire, la storia americana è piena di gente che dissentiva e poi semplicemente è andata a fare le cose come voleva. È questo che c'è in questo paese. C'è un'intera sottocultura, una crescente sottocultura di homeschooling, per esempio. Come professore di college, ho notato quanto erano superiori i ragazzi istruiti a casa nelle mie classi. Voglio dire, quelli erano i fili attivi. Erano svegli. Gli altri un po' era come se dormissero attraverso le cose e quello che volevano erano solo i voti. Quei ragazzi volevano imparare ed erano vivaci. C'è quella sottocultura, e c'è una sottocultura religiosa in questo paese.

Ora, la domanda è: Cosa succede allora? Chi prevale nel lungo termine? Tutti questi, questi dissenzienti conservatori si riproducono. Gli altri abortiscono. Nessuno può predire il futuro ma mi chiede di speranze, e la speranza, credo, è nella tradizione americana di diversità.

Rockwell:  Lavoravo come staff al Congresso l'ultima volta che hanno provato ad abolire l'homeschooling.

Codevilla:  Oh, sì.

Rockwell:  Ci fu un sollevamento talmente incredibile dal popolo americano che fermarono la proposta.

Codevilla:  Oh, sì.  Oh, sì.

Rockwell:  Sono sicuro che vorrebbero ancora abolire l'homeschooling però in pratica non lo possono fare.

Codevilla:  Giusto, giusto.

Rockwell:  Quindi c'è un grande segno di speranza.

Codevilla:  Sì, c'è. Voglio dire, la gente sta abbandonando il sistema scolastico ordinario per quanto possibile, quanto velocemente possibile. Sono cresciuto in un sistema scolastico altamente strutturato in Italia., che all'epoca, per inciso, era molto, molto, molto buono.

In America, c'era una sorta di mancanza totale di standard. All'inizio pensai, dio, questo è terribile. Però pensandoci, non è neanche lontanamente così male perché permette a coloro che -- permette a certa acqua di cercare il proprio stesso livello. Le persone che volevano scivolare, ok, potevano scivolare, potevano ottenere i loro voti ed essere senza scopo, vuoti e senza utilità. E quelli che volevano eccellere, bene, potevano eccellere. Niente sbarra loro la strada. tutto quello che devono fare è non badare a quello che succede con gli altri.

(risate)

Codevilla:  Quindi, sì, c'è speranza in abbondanza. E, di nuovo, ha a che fare con la tradizione americana di libertà. E se non ti piace il modo in cui le cose sono fatte qui, bene, puoi andartene a farle in modo differente. C'è un costo extra ma siamo abbastanza prosperi da sopportare questi costi.

Rockwell:  Certamente quando si tratta dei propri figli, si è disposti a sopportare il costo.

Codevilla:  Giusto. Di nuovo, ci sono quelli che sono disposti a farlo e tireranno fuori un certo tipo di ragazzo. E ci sono quelli che non sono disposti e tireranno fuori un tipo diverso di ragazzo. Così c'è in effetti una separazione, che, per buona o cattiva sorte, o per buona e cattiva sorte, veramente significa una sorta di scontro tra differenti tipi di gente in questo paese. E forse la soluzione politica è qualche tipo di federalismo come era originariamente inteso. Lo si può chiamare secessione. E si può dire che non è una cosa buona. Ovviamente non lo è. Però è meglio della guerra civile, specialmente questo tipo di guerra civile, che sarebbe peggiore dell'ultima guerra civile. Perché nell'altra guerra civile, la gente si rispettava gli con gli altri. Ora c'è reciproca assenza di rispetto.

Rockwell:  E odio reciproco.

Codevilla:  E odio reciproco, sì. Non c'era odio allora, all'epoca della Guerra Civile. C'era gente che si combatteva gli uni con gli altri ma erano, capisce, socialmente amici. Quello che sta succedendo ora va oltre l'animosità politica; è profondamente personale, e questo è davvero molto, molto spiacevole.

Rockwell:  Alle prossime elezioni presidenziali, pensa sia possibile una federazione più allentata?

Codevilla:  Solo Dio lo sa. Dipende da chi vince, naturalmente, quanto è aperto. Non so se Trump si candiderà oppure no. Voglio dire, potrebbe anche dire, bene, ho fatto quel che avevo detto e ho vinto, l'America è di nuovo grande, e quindi lascio. Però Trump o qualsiasi candidato specifico è meno rilevante del consenso da entrambe le parti. Quello che non è ancora pienamente compreso è che il partito originale, il Partito Democratico, è pienamente nelle mani di una fazione rivoluzionaria che intende quello che sta facendo come rivoluzione.

Rockwell:  Mm-hmm.

Codevilla:  A proposito, suggerirei, a chiunque abbia dubbi su quanto sia pianifcata questa partenza di rivoluzione, un libro pubblicato da un tale di nome Thompson, che è il CEO del New York Times, il titolo è “Enough Said". Parla a lungo ripetutamente di verità, della responsabilità per la verità, verità, verità, verità. E poi alla fine, dice che ovviamente la verità è che Michael Brown è stato assassinato dalla polizia e così via. Cose che sono ovviamente, ovviamente, ovviamente false, e lui sa perfettamente che sono false. Quindi cos'è che sta facendo? Sta dicendo qualcosa di molto simile a quello che la gente di sinistra ha detto durante le audizioni di Kavanaugh. 'Guardate, quest'uomo è colpevole di questo e quello e quello. Perché? Non perché abbia fatto alcuna di queste cose ma perché noi diciamo così. La verità siamo noi.' E certamente il Partito Repubblicano non ha neanche cominciato a riconoscere in quale razza di battaglia si trova, di avere a che fare con gente che postula un universo nel quale loro sono i padroni, punto.

Rockwell:  Penso che Ann Coulter lo abbia messo in evidenza -- che i Democratici sembra stiano vincendo molti seggi ad elezioni concluse e i repubblicani, in generale, sono silenti, tranne forse in Florida.

Codevilla:  Sì, e con le modalità più vergognose.  Perché? Perché stanno facendo questo? Perché ci sono ogni sorta di persone che credono di essere moralmente giustificate a frodare sulle elezioni, credono sia la cosa giusta da fare.

Rockwell:  Quando lo fanno loro, non è frode.

Codevilla:  No, non è frode. È la cosa giusta da fare. Perché? Bene, perché gli altri sono così terribili.  A noi non deve essere permesso fare queste cose, mentre non solo a loro è permesso, è richiesto fare queste cose. E non si tratta di uno o due o tre o dieci persone: è un intera masnada di gente.

Rockwell:  Sì.  La sua diagnosi fa impressione ed è corretta, devo dire.

Codevilla:  Bé, vorrei non lo fosse.

Rockwell:  No.  È un piacere averla nello show. E come sempre, ci ha dato tante cose su cui pensare e molto da cercare di ottenere in opposizione a questa gente. Grazie moltissime, e continui a scrivere, continui a parlare e continui a insegnarci.

Codevilla:  Benissimo.  Grazie per avermi ospitato e le auguro le migliori cose.

Rockwell:  Grazie a lei.

(Traduzione Maria Missiroli)
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Nota -- MM
Angelo Codevilla è un intellettuale conservatore. autore di saggi bellissimi, tra cui ho tradotto L'ascesa della correttezza politica, una analisi approfondita e storica sullo stesso tema di questa intervista.
Non credo gran parte dell'elettorato democratico (le persone 'normali' che votano democratico) abbia ancora capito lo stato di degrado intellettuale e morale in cui versa il partito.
Il punto più interessante di questa intervista, a mio avviso, è quanto renda ciechi l'idea di essere migliori degli altri.
D'altra parte, non può trattarsi di una battaglia intellettuale. Quella è finita tanto tempo fa, con il crollo del muro di Berlino e il fallimento di ogni socialismo. Il liberalismo ha vinto su tutti i fronti la battaglia intellettuale.
Non è qualcosa di razionale quello contro cui combattiamo. In Italia, dove al governo ci sono i pentastellati, dovrebbe essere molto chiaro.

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