Philip Giraldi illustra perché non è possibile fermare la macchina militare americana

Philip Giraldi (RonPaulInstitute, 15 maggio 2018)

I politici americani del partito repubblicano protestano che i "diritti ai sussidi", con cui intendono le pensioni e l'assistenza sanitaria, stanno portando il paese alla bancarotta, anche se sono loro ad ingrassare le spese del Pentagono, attualmente al 12% dell'intero budget. Si noti che, mentre i lavoratori contribuiscono ai programmi sociali durante tutti gli anni di impiego, il denaro che va alle spese militari proviene direttamente dalle tasche dei contribuenti, per essere sprecato in modi che difficilmente portano benefici al cittadino medio, a meno che non si pensi seriamente che la gente in Siria, Iran e Afghanistan davvero minacci la sopravvivenza degli Stati Uniti d'America.

Ero alla cassa in un supermarket in Virginia due giorni fa, quando le cassiera mi ha chiesto con voce briosa "Vuole donare 5 dollari a sostegno dei nostri soldati?" e ho risposto "No. Le nostre truppe ricevono già anche troppi dei nostri soldi". Lei ha replicato: "Eh eh, è una battuta divertente", al che ho detto: "Non è una battuta". La sua espressione si è spenta e ha fatto cenno al suo capo al servizio clienti per essere sostituita, dicendo che ero stato maleducato.

Se c'è un gruppo negli Stati Uniti che supera l'assoluta avidità dei nostri politici è l'apparato militare, che crede di "avere diritto ai sussidi" in conseguenza del suo ruolo nella guerra globale al terrore. Io sono un veterano che si è arruolato in un esercito in gran parte composto da soldati di leva obbligatoria in cui eravamo pagati "ventuno dollari al giorno una volta al mese", come recita la vecchia canzone della Seconda Guerra Mondiale. Quando ne siamo usciti, la legge GI ci assegnava 175 dollari al mese per tornare all'università, somma che non copriva granché delle spese.

Oggi gli Stati Uniti hanno 2.083.000 tra soldati, marinai, marine e avieri in servizio attivo più le riserve. Ora che l'arruolamento è completamente volontario invece che obbligato, è comprensibile che stipendio e benefit siano vicini o equivalenti alla scala degli stipendi tra i civili. Attualmente un sergente di prima classe con 10 anni di servizio è pagato 3968 dollari al mese. Un capitano con 10 anni ne prende 6271. Ciò equivale a 47.616 e 75.252 dollari all'anno rispettivamente più assistenza sanitaria, vitto, alloggio, adeguamento al costo della vita e bonus per le azioni di combattimento.

Sebbene ci siano diverse opzioni per il congedo, in linea generale un soldato, marinaio, marine o aviere può congedarsi dopo 20 anni con la metà dello stipendio finale come pensione, il che significa che un diciottenne che si arruola dopo la scuola superiore, se è diventato sergente di prima classe (E-7), a 38 anni riceverà 2338 dollari al mese o più per il resto della sua vita, con adeguamenti al costo della vita.

Molti americani sarebbero allibiti dalle pensioni ricevute da generali e ammiragli, in modo particolare dal momento che l'80% di loro oltretutto attera in posizioni "da pensionato" generosamente retribuite presso appaltatori per la difesa, in posizioni attive a richiedere nuovi contratti dai loro ex colleghi, oppure prendendo parte ai consigli di amministrazione. Il generale David Petraeus, descritto da The Nation come il "generale che perse due guerre", riceve una pensione di 220.000 dollari nonostante sia stato obbligato a dare le dimissioni da capo della CIA per aver passato informazioni riservate alla sua amante. È anche il chairman di una società con base a New York, KKR Global, che fa parte della società di private equity Kohlberg Kravis Roberts. Si dice sia pagato a sei cifre più bonus per "oversee[ing] the institute’s thought leadership platform focused on geopolitical and macro-economic trends, as well as environmental, social, and governance issues". [N.d.T.: lascio in inglese la citazione per non rovinare la meravigliosa sequela di parole senza significato]

Sembra sia difficile portar via soldi ai generali. Un generale dell'Air Force con quattro stellette di nome Arthur Lichte è stato declassato a due stellette in 2017 dopo essere stato riconosciuto colpevole di stupro nei confronti di un'ufficiale donna di rango inferiore. La sua pensione è stata ridotta da 219.000 dollari a 156.000 dollari. Normalmente, tuttavia, i 1000 generali e ufficiali di bandiera possono guardare con fiducia a un pensionamento confortevole.

In aggiunta a questo gruzzolo piuttosto generoso, ci sono altri considerevoli benefit, i "bennies", come dicevano i vecchi sergenti di reclutamento. Se scelgono di tornare a scuola, i congedati militari  hanno l'intera retta e le spese pagate presso un college o scuola tecnica.  È per questo che si vedono tanti annunci pubblicitari in televisione per università online -- sono a caccia di dollari dei soldati sapendo che è denaro gratis. Il congedato ha anche accesso ad assistenza sanitaria largamente sovvenzionata per se stesso e per la sua famiglia. L'assistenza sanitaria è un bonus significativo con il sistema Tricare, che è descritto sul suo sito come "lo standard aureo della copertura medica, assicurazione sanitaria gestita dallo stato". Un mio amico che si è congedato recentemente ha fatto l'operazione di protesi all'anca per qualche centinaio di dollari invece del normale costo di 39.000, tramite Tricare.

Quello che è notevole è che persino personale militare arruolato può cominciare una seconda carriera in aggiunta alla pensione, dato che molti di loro hanno meno di quarant'anni. Alcuni che hanno accesso autorizzato a informazioni di sicurezza possono immediatamente catapultarsi in posizioni lautamente pagate in aziende appaltatrici per la difesa, mentre altri trovano posto nella burocrazia del Dipartimento di Protezione Civile. Lavorare per lo stato due volte è detto “double dipping".

Alcuni sarebbero pronti a replicare che il personale militare merita quello che ha perché la professione è per sua natura pericolosa, qualche volta fatale. È vero, il numero di soldati menomati o afflitti da turbe psichiche che tornano dalle guerre senza fine è una tragedia nazionale e prendersi cura di loro deve avere la massima priorità. Però la verità è che solo una piccola frazione, secondo alcune stime molto sotto al 20%, del personale dell'esercito e della Marina nei cosiddetti "bracci combattenti" è mai in pericolo. Il personale dell'Air Force e della Marina raramente fa esperienza di combattimento del tutto, a parte bombardare obiettivi molto sotto o lanciare missili contro i siriani. È vero che, data la natura mutevole della guerra contro insorti in posti come l'Afghanistan, molti soldati di supporto possono trovarsi sotto il fuoco, ma questo è tutt'altro che ordinario e la maggior parte degli uomini e delle donne in servizio non ha mai esperienza di nemici che sparano con rabbia.

Alcuni snocciolatori di numeri al Pentagono hanno già dato l'allarme che gli attuali livelli di salari, benefit e pensioni per il personale militare sono insostenibili, se gli Stati Uniti continuano la loro missione in tutto il mondo contro il terrorismo e i presunti regimi canaglia. Sono altrettanto insostenibili se gli Stati Uniti cercano di tornare ad un sistema costituzionale per il quale la nazione è effettivamente difesa dal suo apparato militare, non subordinata ad esso e rovinata finanziariamente dai suoi costi.

Ripreso con autorizzazione da Unz Review.
(tradotto da Maria Missiroli, senza autorizzazione sperando che nessuno se ne abbia a male)

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