Jacob Hornberger, 23 ottobre 2017 (l'articolo è sotto agli update successivi)

Update (26/4/18): Non esattamente una sorpresa, anche considerato che Mike Pompeo in questi giorni è diventato Segretario di Stato: Trump postpone il rilascio di alcuni documenti su JFK (TargetLiberty) - Speriamo che sia stato un buon deal

Update (11/12/17)

Segnalo anche questo nuovo articolo di Hornberger, in cui l'autore elabora sul perché i media di mainstream non possono  mettere in dubbio le versioni ufficiali, quando il colpevole è lo stato e la posta in gioco è così alta. È un articolo che contiene molti spunti originali e a mio avviso molto centrati; l'assassinio di Kennedy è preso come "caso di scuola".

Update (15/11/17)

In questi giorni continuano le analisi sulla morte di Kennedy e quanto è contenuto nei documenti rilasciati nei giorni scorsi. Roger Stone ad esempio ha scritto Nessuna pistola fumante?!, con critica all'atteggiamento 'niente da vedere qui' dei media che si sono ben guardati da un'analisi non superficiale. Presentando alcuni dei primi dettagli nuovi emersi, Stone ricorda che l'esame dei documenti richiede notevole impegno.

Soprattutto vorrei segnalare l'articolo di Jacob Hornberger, Come comprendere le teorie del complotto su Kennedy, in cui l'autore riflette su come il fumo e le varie teorie sulla morte di Kennedy diffuse negli anni siano serviti propro a nascondere un'evidente operazione di cambio di regime da parte del complesso di sicurezza nazionale. È un articolo molto interessante su diversi aspetti tra i quali: i meccanismi per confondere il pubblico, la complicità diei media nel non vedere fatti in contrasto con la versione ufficiale, l'analisi storica degli anni della Guerra Fredda, come il pubblico si lasci convincere dell'inutilità di approfondire e cercare di stabilire la verità.

Una frase dell'articolo mi sembra molto azzeccata anche per riflettere su fatti e resoconti mediatici di oggi:

[i media] hanno semplicemente accettato un insieme di fatti già pronti che presentano tutti i segni delle operazioni di montatura. Inoltre, non più di un'ora dopo l'assassinio, esso veniva convenientemente attribuito ad un presunto comunista, Lee Harvey Oswald, la cui bona fide comunista veniva stabilità con un comunicato stampa di un'organizzazione di copertura per la CIA a New Orleans chiamata DRE, appena dopo che Kennedy fu dichiarato morto.

Ricorda qualcosa? Qualche analogia anche con gli 'attacchi' di oggi?

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Update (4/11/17)

Lew Rockwell pubblica un importante articolo di Jacob Hornberger, Quella volpe della CIA, in cui l'autore riflette su quanto si sa o si può intuire alla luce dei documenti rilasciati (che ancora non sono tutti), con considerazioni interessanti e probabilmente azzeccate sul comportamento della CIA in generale e sull'evoluzione  della vicenda JFK nel corso di questi anni.

Hornberger analizza le ragioni dell'apparente paradosso: mettere il presunto killer a sparare da dietro mentre il presidente viene ucciso da colpi provenienti da davanti. Davvero brillante: se gli spari venivano da davanti, allora Oswald doveva avere complici, che sicuramente erano comunisti russi e cuban. Ma in questo caso, si poteva addurre il rischio di guerra nucleare, quindi c'era un buon motivo per cambiare il referto dell'autopsia con la teoria dell'unico proiettile da dietro. Era stato organizzato il viaggio di Oswald a Città del Messico appunto per stabilire questa complicità,  Ancora non sappiamo cosa andò storto a Città del Messico, è nei documenti ancora segreti. Probabilmente parte della narrativa fu cambiata in corso d'opera, arrivando al guazzabuglio senza senso che è stata la spiegazione della Commissione Warren. Certamente i documenti stabiliscono che Kennedy non fu colpito da dietro, cioè da Oswald.

Update (28/10/17)

Lew Rockwell pubblica oggi le considerazioni di Jacob Hornberger dopo il rilascio dei documenti sulla morte di Kennedy, con il titolo The JFK cover-up continues

Non lo traduco integralmente, ma riassumo i punti principali. L'articolo originale è sotto.

- Come Hornberger aveva previsto, Trump ha ceduto alla richiesta della CIA di prolungare la segretezza di parte dei documenti

- Era facile intuire che c'erano negoziazioni in corso tra Trump e la CIA, e all'ultimo la CIA deve aver dato a Trump garanzie su quello che lui voleva

- Ingenuamente, alcuni commentatori sui media di mainstream hanno criticato la CIA per aver aspettato l'ultimo momento per rivendicare ragioni di "sicurezza nazionale"

- Ovviamente la richiesta della CIA risaliva a molto prima; Trump stava aspettando di ottenere qualcosa in cambio, avendo dichiarato pubblicamente il rilascio di quei documenti

- È davvero molto improbabile che siano saltate fuori nuove  informazioni all'ultimo minuto; i tweet di Trump sul rilascio erano chiari messaggi alla CIA

- I media di mainstream sono attaccati alla versione ufficiale non importa quanto illogica e ridicola

- La CIA stava tra l'incudine e il martello: rilasciare i documenti mostrerebbe il suo coinvolgimento, ma anche non rilasciarli ovviamente fa intuire la sua colpevolezza

- Cosa chiedeva Trump? Hornberger non lo sa, ma probabilmente è relativo alle accuse di collusione con i russi; probabilmente la CIA ordinerà  ai suoi asset al Congresso di desistere

- Il rilascio dei documenti è rinviato di sei mesi ufficialmente per valutare attentamente problemi di "sicurezza nazionale". I media sono silenti rispetto a questa ridicola idea. La CIA sa da 50 anni perché vuole che quei documenti siano segreti. Negli anni '90, ha selezionato quei documenti per l'estensione della segretezza per ulteriori 25 anni. Devono esistere memorandum in abbondanza sul perché quei documenti dovevano restare segreti. Inoltre la richiesta della CIA risale a diverse settimane fa.

- Perché sei mesi e non altri 25 anni? Perché Trump vuole assicurarsi che la sua parte del deal sia rispettata. Se la CIA farà quanto richiesto da Trump, è verosimile che in aprile Trump prolunghi la segretezza

- È ovvio che la "sicurezza nazionale" non c'entra in alcun modo; la CIA vuole nascondere il suo ruolo nel cambio di regime nel 1963, per eliminare un presidente che si stava muovendo verso una pacifica coesistenza con il mondo comunista

- A differenza di Oswald, la CIA aveva un motivo per uccidere il presidente, lo stesso motivo per cui ha attaccato altri capi di governo nel mondo

- Subito dopo l'arresto di Oswald, la storia ufficiale fu semplicemente quella di un pazzo solitario, un ex-marine comunista, che avrebbe ucciso Kennedy senza alcun motivo

- Credere alla storia ufficiale richiede mettere da parte logica e buon senso. È piena di buchi

- Di quanti ex-marine comunisti avete sentito parlare? Sarebbe stato un controsenso per un comunista arruolarsi nei marine che combattevano contro comunisti in tutto il mondo

- Ma c'è di più. Secondo la storia ufficiale, Oswald aveva cercato di disertare verso l'Unione Sovietica, promettendo di rivelare informazioni riservate al nemico giurato degli Stati Uniti; tuttavia gli fu permesso di tornare in America con una moglie comunista senza alcun problema né richiesta di comparizione. Hornberger invita a confrontare questo con il trattamento riservato dal complesso di sicurezza nazionale ad altri individui sospetti di attività contro la sicurezza nazionale (N.d.T.: l'implicazione qui è che Oswald fosse un asset CIA). Il corpo dei marine era terreno di reclutamento per la CIA.

- Il mosaico comincia a comporsi: C'era bisogno di sbarazzarsi di Kennedy, secondo la CIA,  per proteggere la 'sicurezza nazionale' e avere Johnson come presidente, un uomo con la stessa mentalità, ostile ai governi comunisti, del Pentagono e della CIA, mentre JFK aveva cominciato a ritirare truppe dal Vietnam. Johnson immediatamente rinnegò la politica di Kennedy. (N.d.T.: gli interessi personale di Johnson giocarono a mio avviso un ruolo molto importante, allineandosi a quelli di Allen Dulles, che Kennedy voleva togliere dal comando della CIA - MM)

- Per sviare l'attenzione, occorreva un "patsy", come lo stesso Oswald definì se stesso quando fu arrestato. Qualcuno doveva essere incastrato per fornire la storia di copertura. Cosa c'era di meglio di un comunista, o un agente dell'intelligence che la gente avrebbe creduto essere comunista?

- Parte del piano, ovviamente, includeva stabilire la bona fide comunista di Oswald. Per questo fu mandato a New Orleans, dove da una parte lavorò per  e con gente di destra, dall'altra partecipò a manifestazioni a favore di Fidel Castro.

- Però nessuna operazione del governo funziona mai perfettamente. Qualcosa andò molto storto con il viaggio di Oswald a Città del Messico, tant'è che le indagini furono fermate immediatamente. Ancora oggi quel viaggio è avvolto nel mistero

- Indovinate cos'è incluso nei documenti per i quali Trump ha permesso di prolungare la segretezza: il viaggio di Oswald a Città del Messico!

- Conclusione: Non c'è alcun problema di "sicurezza nazionale". La CIA vuole mantenere segreto quello che ha fatto nel 1963

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Paul Craig Roberts scrive qualche considerazione interessante sull'omicidio Kennedy: The Kennedy Assassination

Anche David Stockman scrive un importante articolo: I documenti segreti su JFK e il vero complotto contro la verità

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Documenti ancora segreti dopo più di 50 anni... che avessero ragione i "complottisti"?!

Jacob G. Hornberger (LewRockwell.com, 24 ottobre 2017 - originale su Future of Freedom Foundation)

Venerdì scorso il presidente Trump ha fatto il seguente annuncio:

Ho deciso di non bloccare il rilascio dei restanti documenti della CIA relativi all'assassinio di Kennedy tranne quelli che direttamente implicano il coinvolgimento della CIA nell'assassinio, i quali continueranno a restare segreti.

Okay, non ha detto realmente così. Ma è questo il potenziale e probabile significato del suo annuncio, che in realtà è questo:

Subject to the receipt of further information, I will be allowing, as President, the long blocked and classified JFK files to be opened.” (enfasi aggiunta)

Le parole operative, naturalmente, sono: “Subject to the receipt of further information….”

Cosa sta succedendo qui?

Negoziazioni. The art of the deal. La CIA disperatamente non vuole mostrare al popolo americano i documenti ancora segreti sulla morte di JFK. Ha chiesto a Trump di continuare a tenere segreti almeno alcuni di essi, nonostante siano passati più di 50 anni dall'assassinio di Kennedy.

Secondo usi e tradizioni stabiliti da lungo tempo a Washington, D.C., quando qualcuno chiede un favore a qualcun altro, la persona che è nella posizione di garantire il favore chiede qualcosa in cambio. È qui che entrano in gioco le negoziazioni tra Trump e la CIA. Trump vuole qualcosa in cambio. Non sappiamo cosa -- forse lasciar cadere le indagini sulla Russia -- ma il suo annuncio di venerdì scorso è ovviamente parte dei passi conclusivi di tali negoziazioni.

Quello che Trump ha fatto con il suo annuncio è lanciare un messaggio chiaro alla CIA: "Datemi quello che voglio e vi darò quello che volete. Altrimenti, lascerò che i vostri adorati documenti ancora segreti sull'assassinio di Kennedy siano mostrati al pubblico americano."

Potete starne sicuri: un accordo sta per essere fatto. La CIA cederà. Finirà col dare a Trump qualsiasi cosa sia quello che vuole. È Trump a guidare perché la CIA non si può permettere che il popolo americano veda i documenti che vuole continuare a tenere segreti. E una volta che la CIA abbia dato a Trump quello che vuole, egli cederà e darà alla CIA la continuità di segretezza che la CIA vuole così disperatamente. Tutto ciò accadrà prima di giovedì, la data fissata dalla legge per il rilascio di tutti tutti i documenti su Kennedy che Trump non abbia bloccato.

Riflettete: la CIA ha chiesto al presidente di mantenere la segretezza di documenti di più di 50 anni fa o, così sembra, di alcuni documenti relativi a corrispondenza segreta tra la CIA e l'Assassination Records Review Board negli anni '90.

Le ragioni della CIA? "Sicurezza nazionale" naturalmente, le due parole più importanti e più senza significato nel lessico politico americano.

Sicurezza nazionale? Davvero?

Qualsiasi sia la definizione che si può dare a questi nebulosi termini, nessuna persona ragionevole può credere sinceramente che il rilascio di documenti di 50 anni fa possa far sì che gli Stati Uniti siano risucchiati nell'oceano o che i comunisti riescano ad insediarsi al governo federale.

La CIA dice che il rilascio di documenti su Kennedy vecchi di decenni rivelerebbe "metodi" segreti di raccolta di intelligence.

Davvero? Cose come il fatto che la CIA usava macchine da scrivere invece di computer e telefoni a monete invece di telefoni cellulari?

Quello che sbalordisce (o forse no) è l'estrema noncuranza dei media di mainstream rispetto alla pretesa della CIA di mantenere la segretezza. Dovrebbero essere notizie da prima pagina. Si tratta essenzialmente di un'ammissione di colpevolezza, dato che è assolutamente risibile pensare che la "sicurezza nazionale" sia minacciata dal rilascio di documenti secretati sull'assassinio di Kennedy.

Capite, i media di mainstream partono dall'assunto che la CIA non abbia nulla a che fare con l'assassinio. Nelle loro menti, l'assassinio è stato commesso da un pazzo solitario, comunista ed ex-Marine, uno che non aveva alcun motivo per uccidere il presidente.

Stando così le cose, i media di mainstream, rimettendosi alla CIA, concludono automaticamente che il desiderio di mantenere il segreto debba essere basato su ragioni di "sicurezza nazionale", piuttosto che sulla volontà della CIA di continuare a coprire il proprio ruolo nell'assassinio del presidente.

Partiamo invece dall'assunto opposto: che la CIA, in collaborazione con membri dell'apparato militare e con la mafia, abbia orchestrato l'assassinio incastrando come colpevole un ex-Marine che all'epoca stava lavorando per l'intelligence americana, che fosse intelligence della Marina, della CIA o FBI, o una combinazione delle tre.

Non dimenticate, dopotutto, che questo è quanto disse Oswald stesso. Disse che lo stavano incastrando. Tuttavia, sin dall'inizio, i media di mainstream non hanno mai preso in seria considerazione la possibilità che Oswald fosse stato incastrato come colpevole. Invece, essi sono rimasti fermamente attaccati alla storia ufficiale, una storia che presenta tutte le caratteristiche di una spiegazione preconfezionata: ovvero, che Oswald abbia agito da solo o possibilmente in concerto con altri, mentre entrambe le cose portano a nulla se non vicoli ciechi, contraddizioni e anomalie.

Assumiamo invece che Oswald stesse dicendo la verità quando disse che lo stavano incastrando. In questo caso, sarebbe imperativo per la CIA e i militari tenere un coperchio il più possibile sigillato sui propri documenti, per assicurarsi che gli inquirenti o i giornalisti di inchiesta incontrino grosse difficoltà a cucire insieme le prove indiziarie che indicano una macchinazione.

Come parte della macchinazione, per la CIA sarebbe stato necessario rafforzare la percezione della persona di Oswald, un proprio agente, quale comunista. Questo avrebbe permesso alla CIA di addossare l'assassinio ad un comunista, il che, non casualmente, era il consiglio che il Pentagono e la CIA davano alle dittature militari sudamericane alla School of the Americas. Nei casi di assassinii segretamente organizzati dallo stato, così veniva insegnato ai regimi latino-americani, una buona strategia era addossare la colpa ad un comunista perché così si sarebbe potuto tacciare di simpatie comuniste chiunque avesse messo in dubbio la storia ufficiale.

Spiegherebbe inoltre perché la CIA tenesse i movimenti di Oswald sotto stretto controllo prima dell'assassinio, un'altra cosa che la CIA ha tenuto segreta per decenni. Dovevano assicurarsi che Oswald non avesse sospetti e non avesse scoperto che lo stavano per incastrare.

La prima organizzazione ad uscire con un comunicato stampa sulla genuinità di Oswald come comunista fu la DRE, un gruppo anticomunista di New Orleans con il quale Oswald aveva avuto contatti. Quello che nessuno seppe all'epoca, e che la CIA intenzionalmente ha tenuto segreto per decenni, è che la DRE era una organizzazione di copertura per la CIA. Era generosamente finanziata dalla CIA e controllata da un agente segreto CIA di nome George Joannides, cose che la CIA avrebbe intenzionalmente tenuto segrete alla Commissione Warren negli anni '60, all' House Select Committee negli anni '70 e all'Assassination Records Review Board negli anni '90.

Ci fu un'altra importante operazione per stabilire la buona fede comunista di Oswald prima dell'assassinio, che ha a che vedere con il viaggio di Oswald a Città del Messico, dove egli fece visita alle ambasciate cubana e sovietica.

Qualcosa ovviamente andò terribilmente storto in quella parte di operazione, perché le indagini ufficiali su quel viaggio furono rapidamente interrotte poco dopo l'assassinio. Oggi, il viaggio di Oswald a Città del Messico, che è parte dei documenti CIA pronti al rilascio, è ancora avvolto dal mistero.

La persistenza della segretezza della CIA nell'assassinio di Kennedy non è una gran sorpresa. Come ho scritto nel mio articolo dell'11 ottobre, “Will Trump Make a Deal with the CIA on JFK Records?”, la  CIA si trova tra l'incudine e il martello. Da una parte, sa che quei documenti implicheranno ulteriormente la CIA nell'assassinio di Kennedy. Dall'altra, sa che spingere per mantenere la segretezza è essenzialmente un'ammissione implicita di colpevolezza.

Non sorprende che la CIA stia scegliendo il secondo corso di azione, specialmente perché sa che i suoi asset e alleati nei media di mainstream continueranno a venire in sua difesa riguardo alla ridicola motivazione di "sicurezza nazionale".

I documenti segreti della CIA contengono forse una confessione videoregistrata? Ovviamente no. E non contengono alcun riferimento alle modalità dell'assassinio di Kennedy. La pratica della CIA sin dagli inizi è stata quella di non mettere mai per iscritto alcun riferimento ad assassinii di stato.

Però ci deve essere una ragione per cui la CIA ha voluto mantenere segreti per più di 50 anni quel particolare gruppo di documenti. Quei documenti così a lungo segreti indubbiamente contengono piccoli pezzi di prove indiziarie che contribuiscono a comporre sempre più il mosaico dell'operazione di cambio di regime che avvenne a Dallas nel novembre 1963, dello stesso tipo delle operazioni di cambio di regime che avvennero in Iran nel 1952, Guatemala nel 1954, Cuba negli anni 1960-63, Congo nel 1961 e Cile nel 1973, ognuna delle quali fu fermamente tenuta segreta al popolo americano.

Nel 1953, la CIA stava sviluppando un manuale di assassinio top-secret, un manuale che mostrava come la CIA si stesse specializzando non solo nell'arte dell'assassinio ma anche nell'arte di nascondere il suo ruolo negli assassinii di stato. Ogni americano dovrebbe a se stesso la lettura di quel manuale.

Peccato che la stampa di mainstream non abbia mai degnato quel manuale della considerazione che merita. Se lo avesse fatto, forse non tratterebbe con tanta deferenza l'accordo che Trump e CIA stanno per fare, al fine di continuare la copertura dell'assassinio di Kennedy tenendo ancora segreti al pubblico americano documenti della CIA vecchi di decenni.

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Nota -- MM
È stato prima di tutti Roger Stone, nei giorni scorsi, a dare la notizia del rilascio probabile dei documenti su Kennedy, su InfoWars, a seguito di una sua conversazione con Trump stesso.  Poi è seguito l'annuncio ufficiale di Trump (con la frase di cui parla Hornberger) e l'uscita della notizia, senza eccessivo clamore, sui media di tutto il mondo.
Su Roger Stone e sul suo libro sull'assassinio di Kennedy, si può leggere qui Lew Rockwell intervista Roger Stone: Chi ha ucciso JFK?.

Roger Stone in questi giorni, anche nelle interviste con Alex Jones su InfoWars, ha fatto specifico riferimento al contenuto di quei documenti come relativo ai rapporti tra CIA e Oswald, e al viaggio di Oswald a Città del Messico (il sospetto è che non fosse lui ma un impersonificatore a Città del Messico). Stone ha anche dato risalto al fatto che Mike Pompeo (direttore della CIA) sta facendo forti pressioni su Trump affinché mantenga segreti quei documenti.

D'altra parte, è già chiarissimo da tanto tempo, per chi vuol vedere, come Oswald sia stato scelto e incastrato come colpevole. È stato anche immediatamente ucciso perché non rivelasse nulla! Si potrebbero notare anche paralleli con fatti dei giorni nostri, in cui i colpevoli subito identificati avevano sempre avuto rapporti con polizia e intelligence.

Forse Trump non rilascerà tutti i documenti, usando quest'arma come merce di scambio per maggiori margini di manovra e per liberarsi per sempre delle ridicole accuse di collusione con i russi (in cui è colpito anche Roger Stone). In questi giorni sono infatti uscite notizie su Robert Mueller, che da inflessibile inquisitore sta diventando inquisito, inibendo definitivamente le sue velleità di accusare Trump.

Ma non è poi così importante. Non c'è bisogno di ulteriori prove per sapere come essenzialmente è andata. Chiunque volesse vedere e informarsi ha avuto a disposizione innumerevoli libri e analisi, tra cui quella di Roger Stone. Sì, le informazioni davvero rilevanti sono state annegate in un mare di piste ingannevoli, il libro di Stone è uno tra tanti e non è facile sapere che c'è, ma i fatti di base e le incongruenze della storia ufficiale sono comunque ben visibili. Anche se i documenti fossero resi pubblici, la gente che non vuol vedere (perché significa mettere in dubbio molto di quello che ci viene raccontato) continuerebbe a non vedere.

"Conspiracy theory" è un termine coniato dalla CIA per denigrare chiunque mettesse in dubbio la versione ufficiale della Commissione Warren (di cui facevano parte i principali colpevoli dell'assassinio di Kennedy!).

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Oggi (24 ottobre) Jacob Hornberger ha pubblicato: Circumstantial Evidence in the JFK Assassination

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Roger Stone in questi giorni sta commentando ampiamente sull'assassinio di JFK e sul rilascio dei documenti: Stone teme che i documenti siano rilasciati con pesanti cancellazioni di parti rilevanti, inoltre in una forma di non facile consultazione. Dice comunque che ci sono squadre di ricercatori pronti ad esaminarli. Staremo a vedere, da giovedì.

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Update (27 ottobre): come previsto da Hornberger, qui sul Washington Post Trump rinvia il rilascio di alcuni documenti sull'assassinio di JFK, piegandosi a ragioni di sicurezza nazionale, Sarà una lunga storia. Anche dall'articolo sul Washington Post (che è un organo CIA), leggendo tra le righe, si dice perché innumerevoli ricercatori stanno aspettando questi documenti e cosa prevedono di trovarvi.

 

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