Ralph Raico (LewRockwell.com, 30 aprile 2015 - link sul blog di Lew Rockwell  il 21 luglio 2017, con questo titolo)

------ [ Traduco la seconda parte dell'articolo "Libyan Blowback" di Ralph Raico, per il conciso ed efficace riferimento al libro di Jean Raspail. Nella prima parte dell'articolo, era il 2015, si parla del viaggio di migranti africani verso l'Italia dalla Libia post-Geddafi - MM ] --------

[.....] A molti di noi, questa crisi porterà alla mente il libro dello scrittore francese Jean Raspail, Il campo dei santi. Fu pubblicato nel 1973, la prima traduzione in inglese apparve due anni dopo. Tutti i Grandi e i Buoni lo bollarono come odioso, xenofobico e stupidamente paranoico. Come sapete, Charles Burris, che scrive qui su LRC, ha affermato: "E' senza dubbio il romanzo più potente che abbia mai letto".

Raspail era una figura di primo piano nei circoli letterari francesi, un bastian contrario in quell'ambiente: orgogliosamente proclamava di essere "un uomo di destra". Quello che elegantemente descrive nella sua distopia demografica è la fine dell'Occidente.

Un'enorme flottiglia si sta avvicinando alla costa mediterranea francese, con un milione di esseri umani accalcati provenienti dai bassifondi di Calcutta, alla ricerca di una vita migliore nel ricco Occidente. Tentativi poco convinti di bloccare il loro passaggio vengono denunciati dai Grandi e dai Buoni come razzismo non cristiano, assolutamente odioso.

La flottiglia approda, e, come recita la metafora centrale del romanzo, il Gange arriva in Provenza.

La Provenza, una terra così piacevole e attraente che i romani, che la coprirono di ville e città, strade e acquedotti, la chiamarono semplicemente la Provincia.

Gli attuali eredi di questo territorio antico sono titubanti, pieni di sensi di colpa per la loro prosperità. Gli invidiosi invasori, d'altro canto, sono ostinati e determinati. Aiutati da una quinta colonna, la moltitudine di lavoratori del Terzo Mondo già presenti come personale di servizio e operai, essi prendono possesso delle case e delle terre dei francesi, che annaspano e indietreggiano di fronte a loro.

Allora le dighe si aprono: masse di sotto-privilegiati e oppressi si riversano in Francia e poi in tutta Europa. Gli europei sono psicologicamente indifesi. I loro preti e pastori, le loro elite accademiche e i portavoce dei media, tutti i Grandi e i Buoni li hanno convinti. Sanno di essere colpevoli di secoli di imperialismo spietato e di oppressione razzista, di aver portato morte e distruzione in tutto il mondo. La razza bianca è davvero come l'ha definita Susan Sontag: "Il cancro dell'umanità".

L'ultimo bastione di resistenza sono gli svizzeri. Ma, minacciata dalla Comunità Internazionale, la Svizzera alla fine si arrende e apre i suoi confini.

Radio Luxembourg suona Mozart finché anch'essa, come ogni altra voce indipendente, è forzata a chiudere i battenti.

Un libro molto triste e deprimente. Ma alcuni dicono sia anche un libro molto premonitore.

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[Nota - MM
Il campo dei Santi  è stato citato spesso su LRC e altri siti, in questi anni di immigrazione senza freni e promossa - con soldi pubblici! - dall'elite globalista.
Raspail (che è  vivo e ha 92 anni) è una voce di spicco tra i cattolici tradizionalisti d'Oltralpe.
Si scrivono tante cose, a posteriori alcune possono apparire premonitrici. Ma Il campo dei Santi è veramente un caso particolare. C'è persino il papa sudamericano che spinge per favorire l'invasione! Raspail non ne indovinò esattamente  il nome: scrivendo nel 1973 (!) chiamò il papa sudamericano.... Benedetto XVI.
Io non ho letto questo romanzo apocalittico e ne so abbastanza da non aver voglia di leggerlo, ma credo che leggerlo farebbe bene ad un sacco di gente,  in Italia e in tutto l'Occidente.

Update: dopo aver letto il libro di Raspail, articoli come questo ("Gli italiani sono ignoranti". Così Boldrini vuole rieducarci, da IlGiornale, 22/7/17) forse appariranno in una luce ancora più cupa. L'odio e la volontà di distruzione contro la nostra civiltà e religione appariranno lampanti, altro che compassione per i migranti, usati come arma. Se la gente dimentica di difendere i principi della propria civiltà, non ci si deve stupire che poi la civiltà sia vulnerabile ai nemici. Anche se parte di quei nemici sono in Vaticano.]

Traduco e nserisco una bella recensione del libro su Amazon, dal titolo: Magnifico e capace di trasformare chi legge, ma non adatto ai deboli di cuore

Jean Raspail ha detto che, nei 18 mesi che gli ci vollero a scriverlo, questo libro lo ha consumato e fatto invecchiare. E' facile capire perché, esplorare la natura umana fino alle profondità raggiunte in questo libro è estenuante per l'anima, eppure egli ci è riuscito e i risultati sono sublimi.

Le credenziali di Raspail sono una intera vita passata in viaggio per il mondo e ad analizzare spassionatamente la società. E' un esperto nel riconoscere gli elementi che hanno portato all'estinzione di civiltà e società e ha scritto un romanzo (un romanzo, non un documento governativo) il cui fondamento è la fine della società occidentale, derivando molto da  passate rivoluzioni europee e africane e dalla teologia biblica. Anche nella traduzione inglese, la scrittura è potente e ne traspare una mente profondamente intellettuale e analitica. Gli scenari apocalittici sono delineati con humour e originalità, e con una chiara comprensione dell'assurdo.

Raspail ripete che questa è una parabola: una storia superficiale combinata con un messaggio più profondo. La gente che legge il romanzo, cercando ansiosamente di applicare etichette di razzismo, imperialismo, suprematismo, fascismo, ecc., sarà rapidamente soddisfatta, dal momento che dopotutto uno dei temi centrali del libro è la tossicità di questi atteggiamenti insieme alle loro conseguenze sulla società, ed essi sono immediatamente e efficacemente caricaturizzati. Non fatevi intimidire da nessuno a non leggere questo incredibile romanzo, ogni pagina è accordata con precisione per evocare un'emozione. Il terrorismo intellettuale esercitato abbondantemente da personaggi nel romanzo è in piena vista in molte delle revisioni e degli articoli sul libro che potete leggere. Raspail ha un approccio semplice che è più direttamente identificato con le tante società che ha osservato, e il suo immaginario risoluto può apparire inaccettabile ad alcuni e coraggioso ad altri.

Come per "La guerra dei mondi", “1984”, “La fattoria degli animali” e “Fahrenheit 451” (per citare alcuni dei più noti libri di questa natura), quelli che più hanno bisogno delle riflessioni che questo romanzo dovrebbe ispirare saranno i più veloci a denunciare sia il romanzo sia il suo autore, presumendo di conoscerlo da una storia che ha raccontato. Però i romanzieri e i produttori di film di fantasia sono liberi (oggi e speriamo sempre) di immaginare "cosa sarebbe se" e sviluppare temi potenti, persino se apocalittici o distopici, e i lettori e gli spettatori sono ancora liberi di leggere e vedere, e di esaminare le loro stesse menti, società e coscienze.

 

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